Nel primo trimestre del 2019 l’economia tedesca, che a fine 2018 aveva rallentato, è tornata a crescere: il pil ha segnato +0,4% rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno. Stando ai dati Eurostat, il dato è identico alla crescita media dell’Eurozona nello stesso periodo. La Ue a 28 è invece cresciuta in media dello 0,5%. Entrambi i risultati sono in progresso dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il pil destagionalizzato è salito dell’1,2% nell’area dell’euro e dell’1,5% nell’Ue a 28. L’Italia, con il suo +0,2% che l’ha fatta uscire dalla recessione, si piazza al penultimo posto tra i partner europei a parimerito con il Belgio: fa peggio solo la Lettonia che ha visto il pil calare dello 0,3%.

In testa per crescita del pil, sul fronte opposto, Ungheria, Polonia e Bulgaria, con rispettivamente +1,5, +1,4 e +1,1%. Bene anche Spagna e Portogallo, che hanno visto il pil crescere di 0,7 e 0,5% nel trimestre.

L’istituto economico Imk, in uno studio citato dal quotidiano economico Handelsblatt, scrive che il segnale positivo della crescita del pil tedesco va interpretato come una fine del rischio recessione. Secondo gli indicatori presi in esame, il rischio recessione è sceso in maggio al 28,3% rispetto al 36,7% di aprile. “La congiuntura è migliore di quanto si è dibattuto fino ad oggi”, ha detto l’esperto dell’istituto Diw Claus Michelsen. La ragione della ripresa è nel buon andamento del mercato interno, soprattutto in rapporto al boom del settore dell’edilizia e alla disponibilità al consumo. “Si è chiaramente investito di più in questo primo trimestre nelle costruzioni e nelle attrezzature, rispetto all’ultimo trimestre del 2018″, hanno fatto sapere dall’ufficio di statistica di Wiesbaden.

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