“Scompare uno dei protagonisti della attività di governo dell’ultima parte del Novecento. Intelligente e appassionato esponente della causa socialista ha segnato con la sua azione una significativa stagione della politica estera del nostro Paese, nella fase che faceva seguito al venir meno del contrasto est/ovest”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato così la morte di Gianni De Michelis, vice-segretario del Psi di Bettino Craxi e più volte ministro degli Esteri e delle Partecipazioni Statali. “Le sue intuizioni e il suo impegno sulla vicenda europea, dei Balcani, del Medio Oriente e del Mediterraneo – ha aggiunto il capo dello Stato riferendosi al primo incarico – hanno consolidato il ruolo internazionale dell’Italia e contribuito alla causa della pace e della cooperazione internazionale”.

Bobo e Stefania Craxi – L’ex numero due del Psi nell’era craxiana è stato ricordato anche da tutto il mondo socialista. Ad iniziare dai figli di Bettino Craxi. Per Bobo, che con lui fondò il Nuovo Partito Socialista poi confluito nella Casa delle Libertà, De Michelis fu un “eccellente uomo politico e uomo di Stato, un socialista coerente”. Aveva, ricorda il figlio dell’ex premier, “una lungimiranza nella lettura delle vicende politiche, in particolare di natura internazionale”. “Per me, per tutti quelli della mia generazione, è stato di grandissimo insegnamento – prosegue Craxi – Ha tenuto in mano la bandiera nel momento in cui sembrava non ci fosse più niente da fare, è stato coraggioso, leale e coerente con il vero ideale della sua vita”. Per Stefania Craxi si trattava invece di “una delle menti più lucide che ha attraversato la nostra Repubblica”. “Abbiamo diviso la vita di una comunità fatta di battaglie ideali, confronti politici e di momenti di condivisione amicale, di divertimento anche”, ha aggiunto parlando di “un compagno leale di mio padre, nella buona e nella cattiva sorte”. 

Il mondo di Fi e gli ex socialisti – “È stato un grande politico e un uomo di grandissima intelligenza”, ha commentato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. “Era – ha aggiunto – un grandissimo conoscitore di quella realtà. Un uomo che ha dato certamente lustro alla politica italiana. È stato uno dei protagonisti degli anni Ottanta e Novanta. Ha fatto bene il ministro e il parlamentare europeo”. Per Fabrizio Cicchitto, invece, De Michelis è stato un “grande personaggio per la politica estera e per il Partito socialista italiano. Mi inchino alla sua memoria. Su di lui come su altri si deve aprire una riflessione a livello storico e culturale”. Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro e amico di De Michelis, parla di un “maestro” che “ha insegnato a me, come a molti altri, a coniugare l’azione breve con la visione lunga”. “Non a caso – ricorda – è stato protagonista di grandi decisioni, come quella che ha fermato l’inflazione italiana a due cifre attraverso il blocco della scala mobile nel 1984 e il patto di Maastricht con Guido Carli e Giulio Andreotti, attraverso il quale si è avviata l’unione monetaria”. Di uomo dall’intelligenza “raffinata e penetrante” e di “candida trasparenza” parla Rino Formica, storico esponente del Psi e più volte ministro: “Aveva affrontato le avversità con molta dignità ed era rimasto sempre fedele ai suoi ideali di gioventù, ideali di libertà democrazia e socialismo. Il tempo dirà tutto della sua opera politica e civile”.

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