Su Tg1Tg2, TgLa7 e SkyTG24 la Lega occupa troppo spazio, più del Movimento 5 Stelle. E anche il governo su questi quattro telegiornali gode di una presenza elevata. A due settimane dal voto per le Europee, sono questi i risultati del monitoraggio di Agcom dal 22 al 28 aprile e dal 29 aprile al 5 maggio. Per quanto riguarda Tg1 e Tg2 – che ha dedicato anche un servizio assolutorio sulla foto postata sui social di Matteo Salvini mentre imbracciava un mitra – i rilievi dell’autorità garante riguardano le edizioni principali e non si riferiscono soltanto al tempo di parola, ma anche al tempo di notizia. Elementi che erano già emersi a marzo e che erano stati oggetto di scontro tra i due alleati di governo anche in Vigilanza Rai.

Nei notiziari del Tg5 si registra nella settimana 29 aprile-5 maggio una sovraesposizione di Fratelli d’Italia e più in generale, un’assenza delle nuove liste ammesse alla seconda fase. Per quel che riguarda invece Tg La7, anche in questo caso è stata rilevata una sovraesposizione di Lega e governo sia nel tempo di parola che di notizia. Infine, su SkyTG24, l’autorità ha constatato “la perdurante sovraesposizione del governo e della Lega sia nel tempo di parola che di notizia, una sovraesposizione nel tempo di parola del Pd e una sotto-rappresentazione del tempo di parola di Forza Italia“. Tutti elementi, anche questi, che erano stati evidenziati dall’autorità garante lo scorso 24 aprile. e sui quali interviene Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e capogruppo del partito azzurro in Commissione di Vigilanza Rai: “L’Agcom certifica quanto denunciato ancora ieri da Forza Italia: sono state violate e continuano a essere violate le regole basilari del pluralismo. Dopo il richiamo del Presidente della vigilanza e la nuova bacchettata dell’Agcom si è superato ogni limite: presidente e Ad della Rai fermino immediatamente questa umiliazione delle opposizioni. Il rispetto del pluralismo è carattere fondante della democrazia, ancor di più in periodo elettorale: è ora di riscoprire il significato di questa parola sconosciuta al governo”.
Lo afferma, in una nota,

L’Agcom, in base agli squilibri rilevati – che riguardano anche “la trattazione dei temi elettorali rispetto all’informazione politica più in generale” e l’informazione istituzionale “anche al fine di garantire il diritto del cittadino-elettore ad una corretta e completa informazione per la formazione dell’opinione ai fini delle scelte di voto” – ha dato il via libera a cinque provvedimenti contro i quali hanno votato i commissari Antonio Martusciello (in quota Pdl) e Francesco Posteraro (in quota Udc).

L’Autorità ha poi rivolto “una pressante raccomandazione a tutte le emittenti affinché nei programmi di approfondimento (extra-tg) sia dato spazio ai temi afferenti elezioni europee e alle attività del parlamento europeo, garantendo la parità di accesso alle forze politiche e favorendo l’esercizio del contradditorio, anche tra leader politici”. Infine, per quel che riguarda i sondaggi, nel richiamare l’attenzione sull’imminente inizio del periodo di divieto (stabilito dalla legge 28/2000 e che scatterà dalla mezzanotte di domani 10 maggio), l’Autorità ha chiesto a  editori radiotelevisivi, editori di giornali, blog, piattaforme e social network di “adeguarsi a tale divieto, pena l’avvio di procedimenti sanzionatori”.