Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri gli ha revocato l’incarico da sottosegretario, Armando Siri si è materializzato davanti ai pm della procura di Roma. L’atto istruttorio, durato circa una ora, si è svolto in un ufficio distaccato della procura capitolina. L’esponente della Lega ha rilasciato dichiarazioni spontanee e messo a disposizione dei magistrati anche una ampia memoria difensiva. Siri, dunque, non si è fatto interrogare al contrario di Paolo Aratal’imprenditore accusato di averlo corrotto con 30mila euro. Ieri Arata è stato interrogato dagli stessi pm di Roma per tre ore: il suo verbale è stato secretato.

Durante le sue dichiarazioni spontanee, Siri ha fornito ai pm “la documentazione contabile nella sua disponibilità, avente ad oggetto il complesso dei propri movimenti bancari e finanziari”. A farlo sapere è l’avvocato Fabio Pinelli, legale dell’ormai ex sottosegretario della Lega. Oltre ai conti bancari, il senatore “ha consegnato tutti gli scambi di messaggi, telefonici e di posta elettronica, intercorsi con l’imprenditore Arata”.  L’esponente della Lega – secondo il suo avvocato –  ha “spiegato e documentato, in dettaglio, tutti i rapporti istituzionali incorsi con Arata che, già noto quale tecnico esperto di rango in materia ambientale ed energetica, si era presentato a lui quale portavoce e rappresentante sostanziale del Consorzio dei Produttori di Energia da Minieolico, un ente rappresentativo d’interessi collettivi, accreditato per tale al Registro Trasparenza dei portatori d’interesse, istituito presso il Ministero dell’Industria e dello Sviluppo Economico, il cui vertice apicale è l’onorevole Luigi Di Maio”.

Siri è accusato di essersi fatto corrompere con 30mila euro. In cambio ha spinto alcuni emendamenti che favorivano le aziende di Arata, il cui socio occulto è Vito Nicastri, considerato tra i finanziatori di Matteo Messina Denaro. Com’era prevedibile davanti ai pm Siri  “ha ribadito con fermezza di non aver mai ricevuto, né da Paolo Franco Arata, né da chiunque altro, promesse di pagamento o dazioni di denaro, che avrebbe rifiutato con sdegno, facenti riferimento al merito della sua attività di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato”.

Gli emendamenti in favore di Arata però sono agli atti. Su questo punto – continua l’avvocato Pinelli – l’ex sottosegretario si è difeso, definendo  “assolutamente condivisibili” le proposte emendative sul minieolico poi non approvate in sede legislativa. Per il leghista quegli emendamento sono “del tutto coerenti, politicamente – aggiunge sempre il suo legale – con il cosiddetto contratto di Governo e le indicazioni di programma della Lega e del Movimento 5 Stelle: tutte orientate, in materia di sostegno del fabbisogno energetico e tutela ambientale, a imprimere una fortissima accelerazione al mercato delle piccole installazioni che producono energia da fonte eolica”.

 

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