Depresso, solitario e piuttosto taccagno”. Ecco il vero Benny Hill secondo la sua amica e attrice Sarah Kemp. Il comico britannico, autore di gag slapstick che hanno fatto ridere il mondo intero grazie a quel Benny Hill Show visto in 140 paesi, era in realtà un signore parecchio lontano dai riflettori, con un’autostima bassissima e soprattutto poco propenso a spendere denaro. Lo svela il giornalista, re del gossip, Craig Bennett nel libro biografico True Confessions of a Shameless Gossip. Tra i tanti aneddoti della sua carriera, Bennett racconta delle lunga chiacchierata con la Kemp, morta nel 2015, dopo una carriera d’attrice durata 40 anni e una partecipazione al Benny Hill Show.

Secondo la Kemp, Hill si sarebbe più volte confidato con lei su come “non si sentisse amato e non risultasse attraente per le donne”. Scapolo e single fino alla morte (pur con due proposte di matrimonio poste ad altrettante signorine, ma rifiutate), si era sempre saputo che Hill, il cui vero nome era Alfred Hawtorn Hill, tenesse uno stile di vita estremamente parco e per nulla consumistico, nonostante i ricavi milionari dal suo show tv e rispetto a quella eredità che alla sua morte lasciò ai discendenti di terzo grado quantificata nell’ordine di dieci milioni di sterline. La Kemp ha però aggiunto diversi dettagli.

Ad esempio che Hill andava a fare la spesa solo quando c’erano degli sconti e che per andare al lavoro alla Bbc non ha mai preso un taxi preferendo lunghe passeggiate per la città. Anche possedere una casa o un auto era fuori questione: “Queste spese lo avrebbero sconvolto”. Hill è morto a 68 anni seduto sulla sua poltrona del suo appartamentino in affitto per una trombosi coronarica il 22 aprile del 1992. Benny Hill Show nacque nel 1969 e durò per diciannove stagioni. In Italia venne trasmesso in pillole prima all’interno del Drive In su Italia 1 poi per intero su Italia 1 e Canale 5. Molti ricorderanno le gag celebri con Hill che dei colpetti sulla testa del vecchietto pelato (Jackie Wright), le tante scenette – per tanti detrattori definite “sessiste” con ragazze discinte (e Hill che fa sempre una figura ridicola da allupato come tanti comici nostrani anni ’70), o ancora i finali in puro stile Keystone in fast motion con la lunga fila di comparse che inseguono imbestialite proprio Hill.

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