A Piacenza erano tutti convinti che la questione dell’archivio di Stato fosse stata risolta. Cioè che si potessero completare i lavori di restauro dell’ex monastero di Sant’Agostino), edificio in abbandono nel quale da 21 anni si è deciso di spostare l’Archivio. Invece la struttura resterà a Palazzo Farnese, dove si trova dal 1977. Il governo ha infatti ridotto da 6 milioni di euro a poco meno di uno e mezzo i fondi per la ristrutturazione di quella che dovrebbe essere la nuova sede dell’istituto. E non per la ristrutturazione dell’ex monastero, ma solo per la messa in sicurezza. Il cambio di rotta è stato comunicato dal sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca in risposta a un’interrogazione del deputato dei Fratelli d’Italia Tommaso Foti.

Inizialmente i 6 milioni di euro erano previsti in un decreto di programmazione straordinaria pubblicato nell’ottobre 2018. Con questo piano si prevedeva di potenziare “le condizioni di sicurezza e dell’integrità fisica dei dipendenti del ministero, dei visitatori e dello stesso patrimonio nazionale”. A beneficiare dei finanziamenti vari luoghi della cultura distribuiti in tutta Italia: dal parco archeologico del Colosseo al museo archeologico di Napoli fino agli Uffizi. E l’intervento per la nuova sede dell’archivio di Stato di Piacenza era il secondo per importo, dopo il Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Ma ora la cifra destinata all’Archivio di Piacenza si è ridotta a un milione e 442mila euro. Una somma destinata – spiega Vacca – ad adeguare le condizioni di sicurezza antincendio dell’ex monastero. Ma evidentemente non per la ristrutturazione.

E sì che meriterebbe una sede adatta (in sicurezza e non solo) il vero e proprio tesoro documentario custodito nell’archivio piacentino: 109.700 pezzi cartacei, compresi tra il XIII e il XX secolo, 32.760 pergamene, databili dal X all’XIX secolo, oltre a 2.500 bobine della raccolta dei microfilm, 2.300 fotografie, 1.573 mappe catastali e 72 i sigilli. Ci sono anche le 10.600 unità della Biblioteca. Insomma un patrimonio quasi sterminato, stipato in spazi inadeguati. Con solo 1135 metri quadrati adibiti a depositi archivistici e bibliografici e 7 chilometri di scaffalature sulle quali contare nella attuale sede di Palazzo Farnese, a fronte di una necessità futura di almeno 18.

L’idea di trasferire in una sede adeguata l’archivio di Stato di Piacenza gira dalla fine degli anni Novanta, quando era già chiaro che fosse improcrastinabile l’esigenza di mettere completamente a norma l’attuale sede di Palazzo Farnese, progettato nella seconda metà del Cinquecento da Jacopo Barozzi da Vignola. Ma l’operazione non è affatto semplice. I costi preventivati sono alti, senza contare che la Soprintendenza competente non autorizza i lavori sulle volte per la posa delle attrezzature antincendio e si rivela impossibile ampliare i magazzini, per le nuove acquisizioni. A questo punto viene naturale pensare ad una nuova sede.

L’Amministrazione degli Archivi di Stato la individua nell’ala est del Monastero di Sant’Agostino. Un immobile cinquecentesco molto ampio e composito, che però necessita di interventi consistenti. Così, a partire dal 2002, con alcuni lotti parziali, sono compiuti lavori di sondaggio e di consolidamento delle fondamenta e dei muri del piano terreno, sono realizzati dei depositi sussidiari, è rifatta parzialmente la copertura e sono realizzate anche le predisposizioni impiantistiche e strutturali. Il progetto è concepito dalla direzione generale per gli Archivi del Mibact, viene presentato nel 2008 al Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali di Ferrara e infine approvato dal comando dei vigili del fuoco.

C’è il progetto, ma mancano i soldi. Bisogna attendere diversi anni. I primi due milioni e mezzo sono assegnati tra il 2014 e il 2016. Ma è alla fine del 2014 che sembra arrivare la svolta: il Comune, il Demanio e il ministero firmano un accordo per il passaggio di Palazzo Farnese dallo Stato al Comune e per il trasferimento dell’archivio di Stato nell’ex monastero.

Sembra il prologo di una vicenda a lieto fine, come d’altra parte lasciava immaginare il corposo stanziamento di fine 2018. Ma poi interviene il “taglio”. “Con questa decisione del Governo lo spostamento dell’Archivio risulterà sospeso chissà ancora per quanti anni – commenta Foti – Il ministro dei Beni culturali batta un colpo e individui su altri capitoli di bilancio del ministero i 4,5 milioni di euro oggi inopinatamente tolti”. Dopo più di venti anni la questione del trasferimento dell’Archivio di Piacenza resta irrisolta. La nuova sede in attesa di essere completata, quella attuale sempre più inadeguata.