La Gazzetta dello Sport ha pubblicato di recente i bilanci delle società calcistiche relative alla stagione 2017-18; l’analisi dei dati conferma quel che è noto a tutti: la società Juventus è un’eccellenza.

È eccellente innanzitutto come società, per esempio di recente è entrata nella Top 30 delle società quotate e inoltre perché è stata la prima a realizzare, nel 2011, lo stadio di proprietà. Lo è, di riflesso, come squadra, visti i successi a ripetizione nel campionato, evento non facilmente rintracciabile negli altri principali tornei europei. Il divario con le altre società sembra incolmabile, anche perché la proprietà della Juve, dotata di un rilevante patrimonio, è contemporaneamente mossa, nella storica tradizione della famiglia Agnelli, dalla passione per la squadra. Il binomio business-passione è prerogativa da sempre del management della Juve e da questo binomio trae forza (casi simili si sono verificati con Berlusconi e il Milan, con Moratti e l’Inter, periodi nei quali, guarda caso, le due società milanesi sono state vincenti).

Nel sistema-calcio sembra esserci una sorta di “monopolio concorrenziale”, nella forma ci sono vari competitor, ma il vincitore è sempre lo stesso. Il gioco del calcio implica la competizione, se manca c’è il rischio che il calcio perda appeal: è questo il limite dell’attuale situazione, un campionato senza vero agonismo!

Tre grafici possono aiutarci a capirlo meglio…