Non si sa che fine abbia fatto James, il gatto di Julian Assange divenuto celebre per esser stato immortalato sempre con la cravatta al collo mentre guardava fuori dalle finestre dell’ambasciata dell’Ecuador dove viveva assieme al suo padrone. Per anni il felino ha fatto compagnia al fondatore di WikiLeaks nei suoi anni di confino a Londra, ma al momento dell’arresto di Assange non si trovava nella sede della rappresentanza diplomatica ed è sfuggito così a Scotland Yard.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Socks! ? fellow feline Socks is in the #ClintonEmails! Https://is.gd/hsocks

Un post condiviso da Embassy Cat (@embassycat) in data:

Secondo quanto riferisce il New York Times, il gatto con la cravatta sarebbe stato infatti preso in custodia da alcuni amici di Assange già lo scorso settembre, così da scampare ad un eventuale “arresto”. La presenza di James era stata uno dei punti di frizione con il personale diplomatico ecuadoriano che aveva chiesto all’ospite in esilio di occuparsi meglio dell’alimentazione e della pulizia della sua mascotte se non voleva che fosse portata via. Nonostante questo, il felino era diventato molto popolare sui social, con tanto di account personale “Embassy Cat” creato nel 2016 da Assange. Proprio sui social sono nati i primi interrogativi sul destino di James, con lo scrittore James Ball che in un tweet dice: “Mi offro per l’adozione“.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Bari, locale organizza una gara particolare (chissà se avranno “la terribile acqua Bertier”)

prev
Articolo Successivo

Turista accarezza due leoni da dietro la gabbia, ma uno di loro reagisce e gli addenta un braccio: le immagini dell’incidente

next