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Sicurezza stradale, il 50% degli italiani sa che dipende da loro. Ma a sbagliare sono sempre gli altri

Secondo il primo Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale, più del 79% degli automobilisti è sicuro di rispettare sempre le regole ma ha paura di essere investito o coinvolto in un incidente. La disattenzione è al primo posto tra le cause di sinistri, anche se gli autisti di mezzi pesanti non sono d'accordo...
Sicurezza stradale, il 50% degli italiani sa che dipende da loro. Ma a sbagliare sono sempre gli altri
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La sicurezza stradale non è percepita da tutti allo stesso modo. A dimostrarlo sono i dati dell’Osservatorio realizzato dall’istituto Euromedia Research per il brand di pneumatici Continental: l’indagine, condotta a livello nazionale, si basa su un campione di 2 mila persone a cui è stata chiesta un’opinione sulla sicurezza stradale e sui fattori che la influenzano. La prima parte dello studio ha indagato su chi o cosa gli intervistati indirizzino maggior fiducia: il 34,9% vede nei guidatori i primi artefici della sicurezza, il 15,5% dichiara di avere fiducia nelle aziende di pneumatici e costruttori automobilistici, affinché possano studiare tecnologie sempre nuove; mentre il 12,3% si affida alle istituzioni e alle pene previste per le infrazioni del codice.

Sono interessanti, poi, i dati emersi relativamente alla percezione che gli utenti della strada hanno di se stessi in relazione ai comportamenti che attuano. Innanzitutto, la stragrande maggioranza (79,5%) si ritiene rispettosa del codice stradale: tra questi, ad esserne più convinte sono le donne dai 65 anni in su. Chi invece ammette di esserlo, ma soltanto in presenza di controlli, è l’8,7%, mentre solo il 9,9% dichiara di non rispettare sempre le norme.

E a fare mea culpa sono principalmente i ragazzi under 25. In poche parole, a sbagliare sono sempre gli altri: tanto che tra le paure più grandi legate alla strada (68%) c’è quella di essere coinvolto in un incidente causato da un altro guidatore o di essere investiti, nonostante il 44% degli italiani veda l’auto come il mezzo più sicuro per affrontare la strada.

Se si guarda ai fattori di rischio, invece, al primo posto viene evidenziata la disattenzione (44,4%) ma subito sotto (43,7%) la trasgressione delle regole, che include anche l’assunzione di sostanze stupefacenti e alcol. Anche qui torna un dato già conosciuto, ovvero la scarsa attenzione riservata alla manutenzione del mezzo quando si parla di sicurezza: solo per il 2,3% degli intervistati, infatti, questo può essere causa di incidenti o problemi di varia natura.

L’Osservatorio Continental, infine, riporta che, se per il 50,1% dei guidatori la sicurezza è determinata dall’automobilista stesso, per il 94,9% ciò è ancora più vero se si considera l’attenzione che ciascun guidatore deve avere quando è alla guida: relativamente a tale aspetto, però, una forte voce fuori dal coro è quel 65,2% di conducenti di mezzi pesanti che dà poca importanza alla distrazione e sostiene piuttosto la responsabilità di altri fattori.

“A nulla possono servire i grandi investimenti nella ricerca se, alla base, non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell’uomo, che attualmente è e rimane l’elemento cardine dell’ecosistema strada”, ha commentato Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia. Una conclusione che può spiegare anche questo ultimo dato relativo agli ADAS (i sistemi di assistenza alla guida): solo il 38% li ritiene fondamentali, mentre il 59% potrebbe farne a meno poiché li considera non sufficienti a garantire sicurezza.

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