3. Premiamo Rewind” e anche se la storia l’abbiamo sentita più volte – vista la giornata – recuperiamola dall’inizio. Tra la fine del 1985 e gli inizi del 1986, Cobain iniziò a suonare insieme a un gruppo di amici (successivamente ridotto ai soli Krist Novoselic Dave Grohl) formando quella che divenne in brevissimo tempo una delle compagini più amate nella storia del Rock. Musicalmente in uno stato embrionale, i Nirvana incisero una demo per la Sub Pop. Non esattamente una casa discografica come le altre; numerose le formazioni tenute a battesimo, come ad esempio Soundgarden e Mudhoney.

https://www.youtube.com/watch?v=80gO5eAOatg

4. Bleach, il primo disco, venne autoprodotto dai Nirvana. In un’intervista di quel periodo, il cantante si lasciò andare ad alcune perplessità: “Cosa dovrebbe essere veramente punk? Quanto è cattivo?”. Domande senza risposta, sebbene le loro fortune fossero legate agli impulsi generati dal sottobosco musicale, capace di specchiarsi con estremo interesse a quanto avvenuto negli anni 70:“Tentavo di suonare nel modo più arrabbiato possibile. Alzavo al massimo il volume del mio piccolo amplificatore. In verità non avevo assolutamente idea di cosa stessi facendo”. Ascoltando l’album prevale il senso inusitato delle chitarre, nonché la derivazione frenetica e urgente del punk. Una chiave di lettura che trova libera espressione nel sound di About a girl, il singolo.

5. In rapida successione il successo travolse il gruppo; Smells like Teen Spirit divenne l’inno di un’intera generazione. Nevermind (il secondo album, uscito nel 1991) rappresentò la sintesi degli umori dell’epoca, oppure, se preferite, il focus perfetto sul sound dei Nirvana e più in generale di ciò che il mondo volesse ascoltare in quel preciso momento: “Abbiamo fatto un disco semplice – diceva al tempo Kurt – non abbiamo bisogno di essere sostenuti e strutturati con suoni e chitarre a supporto e questo vale sia in studio che on stage”. Di fatto la band, giunge al punto di massima esposizione grazie alla scena indipendente americana, come detto, in piena espansione.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Joe Cassano è morto, lunga vita a Joe Cassano!

prev
Articolo Successivo

Ultimo si racconta a FqMagazine: “Tornando indietro cercherei di avercela meno con tutti e senza motivo”

next