A far saltare la mosca al naso di Matteo Salvini era stata l’intervista al Fatto Quotidiano: “Al Forum veronese rivangano il passato, la realtà è già più avanti”, spiegava questa mattina il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora che, parlando del Congresso delle Famiglie in corso a Verona, ha escluso in futuro nuove alleanze del M5S con la Lega. “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino“, ha risposto dal palco il vicepremier leghista.

La prima risposta dell’alleato 5 Stelle arriva dopo appena tre quarti d’ora dall’altro vicepremier, Luigi Di Maio. “Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte“, ha replicato il capo politico del Movimento 5 Stelle, parlando all’iniziativa Oggi protagonisti a Cinecittà. Proprio negli stessi minuti in cui Salvini rincarava la dose e alzava il tiro parlando con i giornalisti: “Sulle adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio. Sarò il primo a stimolarlo perché siano più veloci“.

Un affondo cui replica direttamente Palazzo Chigi: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega Fontana – si legge nella nota – il Presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di Presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Spetta quindi a Fontana adoperarsi – come chiesto da Salvini – per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano. Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare altrimenti si fa solo confusione”.

Fonti del ministero della famiglia, in serata, hanno poi fatto filtrare che “da oltre un mese il Ministro Fontana ha chiesto di formalizzare la remissione della delega relativa alle adozioni internazionali a causa del fatto che il presidente Conte ha autonomamente indicato i componenti della struttura Cai (Commissione Adozioni Internazionali).  Questo ha comportato un grave problema nell’attuazione della delega, costringendo il Dipartimento Famiglia a chiedere di spostare alla segreteria generale della Presidenza i capitoli di bilancio delle adozioni internazionali. Si sottolinea inoltre che la presidenza della Commissione Adozioni Internazionali è stata fin dall’inizio in capo al Presidente del Consiglio, che ha scelto di non delegarla”.

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