Il mio scontro con Carlo Calenda su twitter? Negli ultimi mesi la sinistra mi ha detto che ero brutta, una grassona, una ritardata, una burina, una cozza, una cafona. Ha detto che prendo i voti nelle palestre e nelle trattorie. Francamente mi sono stufata di essere trattata così“. E’ il lungo sfogo della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ai microfoni di “Non stop news”, su Rtl 102.5, a proposito della diatriba social che l’ha vista protagonista contro Carlo Calenda. Il fondatore del movimento #SiamoEuropei aveva criticato un tweet di Giorgia Meloni, la quale definendo “punkabbestia” il M5s e citando una frase di Carlo Sibilia di 7 anni fa (“matrimoni tra gruppi e specie diverse”), difendeva il “Congresso delle Famiglie” in programma a fine marzo a Verona. Calenda aveva chiamato Meloni “versione burina del Ku Klux Klan”, scatenando il disappunto della deputata.

E in trasmissione ribadisce: “Calenda è impazzito. Per carità, io vengo dalla Garbatella, lo sanno tutti. Sono una persona di popolo, difendo le mie idee, anche con metodi abbastanza spicci alcune volte. Faccio politica da quasi 30 anni, ma non ricordo di aver mai insultato qualcuno per dover sostenere le mie tesi. Mi rendo conto che per chi è del Parioli, è della sinistra radical chic, ha la fortuna di avere dei genitori ricchi e ha passato la vita a fare il portaborse di Montezemolo vivere alla Garbatella possa essere motivo di nocumento. Io dico che non c’è niente di male a venire dal popolo. Sono stufa che mi si dica di tutto perché sono donna, sono di destra e ho tante cose che non mi posso permettere di avere. E quindi dicono che sono grassona, una cozza, una ritardata e che mi faccio i lifting nei manifesti”.

Meloni si pronuncia su Marcello De Vito, il presidente dell’Assemblea capitolina arrestato stamattina nell’ambito dell’inchiesta sullo Stadio della Roma: “E’ molto presto per dare un giudizio perché su queste cose deve lavorare la magistratura. Chiaramente colpisce il fatto che a essere coinvolto nella vicenda sia il presidente del Consiglio comunale di Roma del M5s perché l’onestà è la grande dote di cui si vantavano i grillini. Ci hanno sempre detto che con loro non bisogna prendersela perché sono onesti, anche se spesso non sono capaci, non studiano, non sanno di cosa parlano e non sono competenti. Se anche l’onestà dovesse venire meno, rimarrebbero veramente solo gli spettacoli di Beppe Grillo. Sul caso specifico di De Vito non mi permetterei di giudicare e non sono in grado di farlo, vedremo cosa dira’ la magistratura della quale ci fidiamo”.

La parlamentare stronca la giunta Raggi e rincara sul governo gialloverde: “Ormai è una macedonia impazzita. E’ assolutamente surreale che un pezzo significativo della maggioranza di governo prenda in considerazione l’ipotesi di votare contro il ministro Salvini. Se i 5 stelle dovessero votare per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini dovrebbero mandare a casa il governo, perché non ti puoi tenere un vicepremier e ministro che agisce contro gli interessi della Nazione. Noi di Fratelli d’Italia – continua – abbiamo detto dall’inizio che avremmo votato per difendere Salvini e che consideriamo scandaloso che ci sia un’indagine nei confronti di un ministro che ha impedito a qualcuno di entrare illegalmente in Italia. Per anni e anni abbiamo avuto ministri che facevano apertamente favoreggiamento del reato di immigrazione clandestina ma nessuno ha pensato a indagarli“.

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