“Non avrei mai pensato di intervenite per sequestro di persona“, ha esordito Matteo Salvini parlando al Senato nel giorno del voto sull’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno per il caso della nave Diciotti. Il vicepresidente del Consiglio ha preso la parola dai banchi della Lega intorno alle 11: “Per andare a processo dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico”, ha detto Salvini.

“Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c’è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un po’ di emozione”, ha detto il ministro dell’Interno. Nel suo lungo intervento ha difeso l’azione del governo che a suo dire “ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina“. In questo senso ha ringraziato “i colleghi Cinquestelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”. Poi ha concluso con “cinque righe scritte a penna”: “Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani”, ha detto Salvini fermandosi un attimo, per commozione.