Contemporaneamente alla messa in stato di accusa dello Stato italiano per la Terra dei Fuochi campana, è stato prodotto dal ministero della Salute italiano “l’Atlante delle diseguaglianze della salute in Italia”, che ci dice cosa sta accadendo in base alle disuguaglianze socioeconomiche e geografiche in rapporto alla mortalità in Italia.

L’Italia subisce l’ennesimo processo dalla Corte Ue perché poco o nulla ha fatto a tutti i livelli istituzionali, locali, regionali e nazionali, sia per riconoscere sia soprattutto per arginare il danno in Terra dei Fuochi. E i dati epidemiologici ormai incalzanti lo confermano ogni giorno di più. L’Atlante delle diseguaglianze è un ulteriore studio importante che fornisce ulteriori spunti di riflessione e dolore per il sempre più evidente e ingravescente danno alla salute pubblica.

Ancora non si è iniziato ad agire nel senso giusto. E non solo in Campania. “Quel che stiamo osservando è che, in ciascuna regione, c’è una relazione a gradini tra livello di istruzione e mortalità: più basso il livello di istruzione, maggiore è il rischio. Questa regolarità conferma quanto le disuguaglianze sociali nella salute siano consistenti. Ma così è la geografia: nell’ambito di ciascun livello di istruzione, la geografia fa la differenza. In effetti, quello è il messaggio delle mappe che mostrano i rapporti standardizzati di mortalità (Smr), aggiustati per età e livello di istruzione”.

  

“Un obiettivo di politiche sociali ‘illuminate’ dovrebbe essere portare la salute di ognuno al livello migliore possibile. L’Atlante pone come obiettivo per tutti i maschi il raggiungimento di un tasso di mortalità standardizzato per età basso quanto quello dei residenti a Bolzano con alto titolo di studio (pari a 92 per 10mila). I maschi con basso titolo di studio della Campania hanno una lunga strada da percorrere, essendo il loro tasso di mortalità pari a 169 per 10mila (quasi il doppio!). Lo scopo della politica dovrebbe essere non solo il miglioramento della condizione di chi sta peggio, ma andare oltre e ridurre il gradiente sociale nella salute alzandone il livello. Analogamente, le donne con alto livello di istruzione di Bolzano hanno il più basso tasso di mortalità standardizzato per età, pari a 56 per 10mila, mentre il più alto si registra tra le meno istruite della Campania, pari a 99 per 10mila (sempre quasi il doppio!)”.

“È interessante osservare che qualsiasi svantaggio degli uomini meno istruiti residenti in Campania, o vantaggio degli uomini più istruiti di Bolzano, sembra valere anche per le donne”. Cosa, se non l’ambiente di vita più che lo stile individuale di vita, rende cosi uniformi i dati registrati tra uomini e donne in Campania? La Campania è una delle Regioni più belle del mondo. Le province di Napoli e Caserta sono le più giovani d’Italia e quindi dovrebbero registrare un ben minore numero di casi di cancro e soprattutto di costi sanitari. Siamo i più giovani d’Italia, riceviamo meno soldi perché siamo i più giovani d’Italia e quindi dovremmo consumare meno risorse in sanità per curarci e cercare di non morire troppo presto.

Abbiamo invece un tasso di mortalità quasi doppio rispetto ai nostri connazionali di Bolzano, maschi e femmine, con alto o basso grado di istruzione che si voglia osservare. Questo valore quasi doppio di mortalità tra Campania e Bolzano va ulteriormente “centrato” considerando che gran parte del problema, come mostrano chiaramente le tabelle provinciali, risiede esclusivamente tra Napoli e Caserta: la cosiddetta Terra dei Fuochi. Le province più povere della Campania, Benevento in particolare, non mostrano infatti lo stesso problema. Pertanto, la disuguaglianza è una componente valida per tutti, ma si aggiungono specifiche connotazioni geografiche di danno alla salute strettamente locale.

La difficoltà di accesso alle cure, o cure inappropriate e imperfette, non sembrano certo minori a Benevento rispetto a Napoli e Caserta. Cosa si aggiunge specificamente quindi nelle aree geografiche di Napoli e Caserta? Il mio dolore è veramente massimo, e diventa insopportabile, quando sono costretto a rilevare, ancora una volta, che i dati (sempre più chiari!) li riceviamo ormai da tutte le parti del mondo. In questo caso dall’Università di Londra, ma anche dal progetto “Sentieri” dell’Istituto superiore di Sanità e dallo studio Viias dell’Epidemiologia del Lazio, che pone la provincia di Napoli al pari di quella di Milano per il danno alla salute da inquinamento dell’aria.

Dalla mia Campania, tranne il progetto Epica fatto rientrare nel grande “buco nero” dei dati ancora non usciti dai cassetti della Regione, ancora nulla per Napoli centro! Quando potrò avere un dato epidemiologico completo, leggibile e da discutere in trasparenza in tempo utile, prima della mia morte, dalla Regione Campania? Ho fiducia assoluta nel generale-ministro Sergio Costa con il quale ho combattuto insieme in Terra dei Fuochi, salvo poi comprendere che, per la parte medica e per il nesso di causalità, rischiamo tutti di morire e di soccombere anche nei confronti della giustizia europea, più per il fuoco “amico” dei “negazionisti” medici campani che per le azioni criminali degli ecomafiosi doc.