Io dico che è meglio aiutarli a casa loro”. Inizia con queste parole la canzone di debutto di Italo X, che si intitola proprio Io Sto Con Salvini. Dall’identità ancora misteriosa e confusa (c’è chi sostiene che sia lombardo, chi veneto), Italo X ambisce a diventare il primo rapper sfacciatamente sovranista e salviniano. In sole 48 ore, tante quante sono trascorse dalla pubblicazione del brano, la curiosità attorno alla figura di questo nuovo rapper è cresciuta a dismisura. Non poteva essere altrimenti. Un po’ perché nessuno conosce il suo volto né il suo nome, un po’ perché il brano incriminato non lascia certo indifferenti.

Il testo mira a dividere l’opinione pubblica, come già fa la politica. Alcune strofe: “Con tutti i problemi che ha il nostro di Paese, come possiamo solo pensare di aiutare gli altri se non riusciamo a prenderci cura di noi stessi. Arrivan di soppiatto, impongono religioni. Qui non si generalizza: sono malavitosi. Sono portati a esserlo perché non hanno money […] Con tutto il rispetto per gli esseri umani, ma in Italia vengon gli italiani per primi, quindi i porti restan chiusi, viva Salvini. Barboni sui barconi”.

C’è chi spera che Italo X sia soltanto un troll, ma lui ribatte: “Posso essere un troll, un folletto o persino un umano, quello che è certo è che sono italiano e ho a cuore il mio Paese”. A chi gli dà del fascista, lui risponde: “Nazisti alla larga […] Fascisti siete voi”. E poi, oltre agli insulti, non sono mancate le minacce. Nella sua prima, e al momento unica, intervista ha dichiarato: “Purtroppo mi sono reso conto di non poter rivelare informazioni riguardo la mia persona. Ho ricevuto serie minacce da molti che accusano me di odio indiscriminato, chiaramente fraintendendomi, utilizzando essi stessi metodi (nella migliore delle ipotesi comunicativi) violenti ed offensivi. Dovendo tutelare l’incolumità mia e delle persone con cui mi relaziono giornalmente, mi trovo nella condizione di portare avanti un’idea senza potermi rivelare” (da AffariItaliani).

Eppure Italo X non si ferma. Sui social continua a esprimere le sue idee in tema di immigrazione: “Sapete che i migranti arrivano qui a causa delle guerre per il petrolio che mettete nella vostra auto? PERBENISTI. Per quanto vi crediate assolti siete comunque coinvolti […] La povertà genera criminalità. E i barconi portano povertà estrema. Ecco perché bisogna aiutarli a casa loro”. E ora pensa addirittura alla politica: “Candidarmi? Accetterei, ma alle mie condizioni. Mi ritengo una persona estremamente etica e antagonista ai giochi del potere. Insomma, oggi potreste definirmi un rivoluzionario”. La speranza? Che ci stia prendendo tutti in giro.

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