Sette anni di reclusione. Questa la condanna inflitta dai giudici della VI sezione penale del tribunale di Roma ad Antonio Casamonica per l’aggressione avvenuta il primo aprile dello scorso anno in un bar della Romanina, il Roxy Bar di via Barzilai. La procura aveva chiesto una condanna a 7 anni e 4 mesi. Lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso i reati contestati dal pm Giovanni Musarò. Al termine della pena, Casamonica dovrà scontare anche tre anni di libertà vigilata.

Per lo stesso episodio sono stati già condannati con rito abbreviato Alfredo Di Silvio (4 anni e 10 mesi), Vincenzo Di Silvio (4 anni e 8 mesi) e il nonno Enrico, che era ai domiciliari, con l’accusa di minaccia, (3 anni e 2 mesi): anche per loro è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso. Alla lettura della sentenza, alcuni parenti del condannato hanno urlato “Vergognatevi, schifosi, l’Italia fa schifo”, inveendo anche contro i giornalisti presenti. Soddisfazione è stata espressa, invece, dalla sindaca Virginia Raggi, che su Twitter ha commentato: “Giustizia è fatta”.

In quell’occasione, il giorno di Pasqua dell’anno scorso alcuni esponenti del clan avevano compiuto un raid criminale, picchiando brutalmente una disabile, ‘rea’ di essersi intromessa in quella che per loro era una questione d’onore: il barista non li aveva serviti per primi. Così, dopo aver colpito la ragazza con pugni e una cinghia, i quattro avevano colpito anche il barista, devastandogli il locale. “Qui comandiamo noi e se non fai quello che diciamo, ti ammazziamo”. Così dicevano i Casamonica nel quartiere periferico a sud-est della Capitale, roccaforte del clan sinto che da anni spadroneggia tra Cinecittà e Tor Bella Monaca e fa soldi con usura e droga.