Nata principessa, Marella Caracciolo di Castagneto era diventata un’icona di classe e di eleganza, circondata da un’allure di riservatezza che ne aveva fatto una leggenda di stile. È stata la moglie di un mito, l’Avvocato Gianni Agnelli (morto il 24 gennaio 2003), il patron della Fiat, diventata lei stessa un mito, discretamente vissuta alla sua ombra e al tempo stesso capace di coltivare passioni, dal giardinaggio alla fotografia, fino al mecenatismo, creando la Pinacoteca del Lingotto. Marella – morta questa mattina – e Gianni, con due figli, otto nipoti e sei bisnipoti, hanno legato i loro nomi alla storia, hanno dato vita ad una nuova dinastia, quella dei “Reali” dell’Italia repubblicana.

Una dinasty – come racconta l’Adnkronos – entrata nell’immaginario collettivo del jet set internazionale agli inizi degli anni ’60, con fotografie che appartengono all’album della “storia” del XX secolo: sono le immagini che ritraggono la first lady americana Jackie Kennedy per le strade di Amalfi e Capri in compagnia di Donna Marella. Nata a Firenze il 4 maggio 1927 in una famiglia dell’antica aristocrazia napoletana. Il padre, Filippo Caracciolo di Castagneto, era un diplomatico, per cui trascorse l’infanzia in diversi paesi europei, cresciuta ed educata nel cosmopolitismo, grazie alla madre, l’americana Margaret Clarke. Il fratello maggiore, Carlo Caracciolo, fondò insieme a Eugenio Scalfari il gruppo editoriale L’Espresso-La Repubblica; l’altro fratello, Nicola, è stato giornalista, studioso di storia e autore televisivo.

Marella Agnelli, la principessa Caracciolo di Castagneto diventata un’icona di stile

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Emma Marrone risponde dal palco agli insulti: “Non sarò mai come voi”. Poi si commuove: “I miei genitori li hanno letti…”

next