Dopo le residenze, i principi William e Harry dividono anche lo staff. Fino a ieri infatti, i due fratelli hanno sempre avuto un’unica corte, fatta di pubbliche relazioni, addetti alla sicurezza e servitori. Il Sunday Times ha rivelato infatti che nelle prossime settimane i collaboratori comuni, a cominciare dai responsabili della comunicazione, i portavoce che gestiscono l’immagine mediatica, verranno divisi per soddisfare meglio le diverse esigenze delle due duchesse ed evitare ulteriori litigi in famiglia tra Meghan e Kate. 

In apparenza, questa decisione si è resa necessaria anche dall’imminente trasloco di Harry e Meghan nella loro nuova residenza di Windsor, Frogmore Cottage. In previsione della nascita del loro primogenito in aprile gli sposini lasceranno Kensington Palace, la “comune” reale di Londra, dove continuano a vivere Wiliam e Kate con i loro tre figli, oltre che altri membri dei Windsor. Non sarebbe semplice rappresentare entrambi, per le “public relations”, da due residenze separate, sia pure a distanza di poche decine di chilometri l’una dall’altra.

Un secondo motivo che giustificherebbe due staff separati è che i compiti ufficiali di William e Harry, fino ad ora simili, in futuro diventeranno sempre più differenti. Quando il loro padre Carlo diventerà re, alla scomparsa della regina Elisabetta, William assumerà infatti il titolo di principe di Galles ed erede formale al trono; mentre Harry sarà più libero di scegliere come rappresentare la monarchia. Giusto quindi che ciascuno abbia i propri consiglieri, in particolare per i rapporti con i media.

Così facendo però, Meghan e Kate potranno così impartire ordini e direttive senza temere l’una le ingerenze dell’altra. I tabloid britannici puntano il dito contro la moglie di Harry, che negli scorsi mesi ha reso difficile la vita ai suoi collaboratori. Il Palazzo ha cercato in tutti i modi di contenere i suoi colpi di testa, ma i consigli degli assistenti cadono spesso nel vuoto e creano frustrazione tra i membri del suo staff. Un caratterino per niente facile da gestire, che le sarebbe valso il titolo poco lusinghiero di “Duchessa Difficile”.

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