Caso Diciotti-Salvini? Per me è stato sempre un problema squisitamente politico. Se fosse dipeso da me, non avrei assolutamente intentato questo procedimento nei confronti di Salvini, che va affrontato, contestato e, a parer mio, mandato a casa politicamente”. Sono le parole del filosofo Massimo Cacciari che, a Otto e Mezzo (La7), si rende protagonista di un serrato botta e risposta con il direttore del Foglio, Claudio Cerasa.
Cacciari continua: “Salvini, grazie a questo caso, ha visto aumentare i propri consensi, perché ormai funziona così”.
“E allora cosa si deve fare?”, chiede la conduttrice Lilli Gruber.
E’ stato un errore” – ribadisce l’ex sindaco di Venezia – “ma dobbiamo ficcarcelo in testa: le questioni politiche, come quelle riguardanti Salvini, che in questo caso ha assunto un atteggiamento politico, non possono essere oggetto di procedimenti giudiziari. Non ha senso. Quando ciò avviene, il politico accusato ne riceve solo benefici”.
Cerasa dissente e Cacciari ripete: “Non si tratta di un reato come quello di corruzione o di omicidio. Questa è una cosa squisitamente politica gravissima, dal mio punto di vista, ma sempre politica. E’ la linea politica di Salvini a essere scandalosa e vergognosa”.
Il direttore del Foglio ricorda che i migranti sono stati tenuti in ostaggio sulla nave Diciotti senza una motivazione inerente all’interesse nazionale. “Quello che ha commesso Salvini è peggio di un reato” – commenta Cacciari – “ma è una cosa di natura specificatamente politica. Criminalizzare Salvini per questo significa portargli voti”.

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