Ritorno in Formula 1, atto secondo. Dopo la sponsorizzazione della scuderia Sauber nella stagione 2018, il Biscione si ripresenta nella massima serie motoristica con parecchie novità: il 2019, infatti, porta in dote un nuovo nome per la scuderia, che diventa “Alfa Romeo Racing” e non più “Alfa Romeo Sauber F1 Team”.

Ciò sarebbe costato a FCA una sponsorizzazione da 6 milioni di euro, come riporta il magazine tedesco Autobild. Fermo restando che, come ribadisce una nota ufficiale, “struttura, proprietà e gestione rimangono gli stessi, cambia il nome”, incluso il motore della monoposto made in Ferrari. Team Principal è Frédéric Vasseur, mentre a capo della direzione tecnica siede Simone Resta (che ha lavorato nella scuderia di Maranello fino a maggio 2018).

Tuttavia, l’omissione in questione potrebbe anticipare l’acquisto stesso della scuderia Sauber – di proprietà della società Islero Investments, dell’imprenditore svedese Finn Rausing, che l’ha rilevata da Peter Sauber nel 2016 – da parte di FCA, che ha un’opzione per portare a termine l’affare entro la prossima estate.

Al volante delle monoposto siederanno “Iceman” e “Giovi”, alias Kimi Räikkönen e Antonio Giovinazzi, che ha l’onore e l’onere di riportare quella italiana fra le nazionalità dei piloti che gareggiano nel campionato. E l’entusiasmo non sembra mancargli: “È la mia prima auto in Formula 1 e, per me, è davvero speciale. Non vedo l’ora di salire a bordo della C38 per la prima volta questa settimana”.

Dopo la presentazione sulla pit-lane del circuito di Barcellona, le monoposto Alfa Romeo sono scese in posta per la prima giornata di test collettivi, mettendo in risalto tutti i gagliardetti del caso: dal logo della Casa al Quadrifoglio che ne contraddistingue le versioni più sportive, fino ai nomi dei modelli più rappresentativi a listino, cioè Giulia e Stelvio.

Il che la dice lunga sull’intenzione di FCA di sostenere il rilancio commerciale di Alfa Romeo attraverso la competizione automobilistica più prestigiosa, seguita in tutto il mondo. Inoltre, un potenziale team satellite di Ferrari, aiuterebbe la multinazionale italoamericana ad avere un maggior peso politico nei confronti della Federazione e di Liberty Media, che organizza il campionato di F1.

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