In questi giorni due ragazzi africani che giravano di notte in bicicletta probabilmente per recarsi al loro posto di lavoro “in nero” nelle campagne o a bruciare rifiuti, come viene sussurrato da molte persone del luogo, sono stati falciati da un’auto nelle campagne di Teverola. Un ex sindaco medico, l’ennesimo del casertano, è stato arrestato con la gravissima accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso per contatti con i clan dei Casalesi.

Ricevo continue segnalazioni da parte di tutti i comitati di Terra dei Fuochi che, nonostante la evidente diminuzione dei roghi tossici, sono incrementate puzze intollerabili nelle medesime aree. Padre Maurizio Patriciello, una delle bandiere di Terra dei Fuochi, non la ha mai chiamata Terra dei Fuochi perché roghi veri e propri non li ha mai visti. L’ha sempre chiamata “Terra delle Puzze”.

Da sempre, ed ancora di più dopo la promulgazione del Decreto-Legge del 4 ottobre 2018 n.11 che prevede la reclusione sino a cinque anni per chi incendia rifiuti abbandonati, il continuo flusso di rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale ha sempre utilizzato sostanze chimiche antidetonanti allo scopo di eliminare  le fiamme nelle combustioni illegali. Con la truffa dei “giro bolla cartacei”, poi, la maggior parte dei rifiuti speciali finisce in impianti legali che spesso arrivano a saturazione; per evitare controlli e sanzioni, ecco comparire maxi roghi tossici in tutta Italia. Gli sforamenti record in polveri sottili nel 2018 di San Vitaliano di Nola hanno tra le cause anche i maxi roghi degli impianti legali di stoccaggio dei rifiuti.

E’ curioso notare come la provincia di Caserta abbia avuto un’alta concentrazione di sindaci-medici. Qualcuno è stato arrestato mentre andava a curare il camorrista latitante all’estero, nulla facendo per la prevenzione e la tutela del proprio territorio dagli smaltimenti illeciti di rifiuti tossici.

Nei giorni scorsi tornavo a Napoli dopo una bellissima cerimonia delle nostre amatissime clarisse di clausura del convento di S Croce a Pignataro Maggiore (Caserta) e durante il percorso per tutto l’Asse Mediano (circa 30 km) siamo stati assaliti da una feroce puzza chimica di plastica bruciata senza che fossero visibili roghi fino a Napoli. Nelle strade provinciali al buio delle campagne del casertano, in più di un’occasione ho dovuto prestare particolare attenzione nella guida perché ho incrociato numerosi ciclisti, in maggioranza extracomunitari che, senza alcun segnale di illuminazione della bici e tantomeno indossando i classici “gilet gialli” catarifrangenti, percorrevano al buio le strade di campagna.

L’incremento dei controlli sulla Terra dei Fuochi ha aumentato l’utilizzo di tossici antidetonanti per ridurre le fiamme ma non i roghi (e quindi incrementando le puzze) e dall’altro ha ridotto la presenza di “caporali” che con i loro furgoncini raccoglievano i lavoratori “a nero”. E’ facile incontrare in strada immigrati in bicicletta, del tutto privi di idonei mezzi di segnalazione anche perché gran parte di loro preferiscono di non essere “visti”.

Terra dei Fuochi esiste eccome e continua a funzionare anche senza più roghi visibili. Nulla è stato fatto contro il lavoro “a nero” e la tracciabilità dei rifiuti industriali. Parallelamente aumentano i ciclisti clandestini in strada senza opportune protezioni.

Come Presidente della ISDE-Medici per l’Ambiente di Napoli, mi faccio promotore di un’iniziativa provocatoria presso la mia parrocchia di riferimento del Parco Verde di Caivano con Padre Maurizio Patriciello e Don Aniello Manganiello della Associazione “Ultimi” nel nolano: i “gilet gialli” della solidarietà. Procederemo ad una raccolta fondi per dotare immediatamente la parrocchia almeno di gilet gialli catarifrangenti da donare gratuitamente a tutti i ciclisti, immigrati o meno, che ne faranno richiesta.

I medici “ufficiali” ci illuminano sul pericolo ambientale del radon, ma non abbiamo una sola parola sui ritardanti di fiamma come i pbde (polibromodifenileteri) con i quali oggi si bruciano i rifiuti speciali ogni giorno, senza provocare fiamme, nelle nostre campagne. La reazione della “bassa politica” in Campania è immediata e durissima solo se si “toccano” pummarole o mozzarella. Con urgenza servono i “gilet gialli” anche in Terra dei Fuochi, almeno quelli obbligatori per legge per circolare sulle strade!

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