Lo scorso novembre gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana erano stati travolti dalle polemiche, accusati di razzismo e sessismo per alcuni video promozionali realizzati per un maxi evento a Shangai. Evento che è stato poi annullato perché i filmati contenevano numerosi stereotipi sulla Cina e sui cinesi. Gli stilisti della nota griffe italiana erano stati costretti alle scuse pubbliche, arrivate attraverso un video qualche giorno dopo: “In questi giorni abbiamo pensato moltissimo e con grande dispiacere a quello che è successo e che abbiamo causato nel vostro paese e ci scusiamo tantissimo”, avevano detto con tono commosso.

Sull’argomento si esprime per la prima volta anche Giorgio Armani che, incalzato dai giornalisti, dopo il suo show ha provato a rispondere con garbo e imparzialità: “Sono stati un po’ imprudenti. Io ho avuto contatti con i cinesi e la prima cosa che ho notato è che non amano le battute”, ha spiegato Re Giorgio per poi aggiungere una sua esperienza sull’argomento: “Una volta sono stato invitato dal sindaco di Shanghai, poco prima di un evento, a un incontro con giornalisti e altri amministratori. Erano tutti seduti immobili al tavolo, molto seriosi. Troppo. Qualcuno mi ha fatto una domanda sulla moda cinese, ho risposto, convinto di strappare a tutti un sorriso con una battuta: ‘Se volete sono a disposizione‘. Ed è subito sceso il ghiaccio: con i cinesi non si scherza, non sono come gli italiani del Sud che accettano le battute e ribattono”.

Il carattere dei cinesi sembra essere molto diverso da quello degli italiani ma il loro è un mercato in grande espansione a cui tutti guardano con interesse, non a caso incassano i complimenti dello stilista: “Detto questo i cinesi, comunque in questi ultimi anni sono diventati bravissimi a fare prodotti di qualità e sono molto veloci“, ha concluso Armani.

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