“Il 2019 dovrebbe attestarsi su un volume di auto vendute più basso del 2018, sia per la tassazione aggiuntiva che provocherà un forte ammanco di Iva nelle entrate dello Stato, come più volte abbiamo rappresentato al Governo, sia per una tendenza al rallentamento che già si era fatta vedere negli ultimi mesi del 2018, non solo nelle immatricolazioni ma anche nelle acquisizioni di nuovi contratti”: insomma, nulla di buono all’orizzonte secondo Michele Crisci, presidente di Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri).

Eppure, l’anno appena cominciato sarà carico di novità a quattro ruote per tutte le tasche: sono tanti i  modelli in arrivo, dalle utilitarie alle fuoriserie, passando per le elettriche. Alcune sono già state svelate alla fine del 2018 e arriveranno in concessionaria nella prima parte dell’anno. Molte altre, invece, debutteranno nel corso dei prossimi mesi.

Si parte dalle compatte, le automobili di segmento B e C con lunghezza compresa fra 4 e 4,5 metri: fra le prime vedranno la luce le nuove edizioni di best-seller come Peugeot 208 e Opel Corsa, che condivideranno la medesima meccanica (questo perché nel 2017 Opel è diventato un marchio di proprietà PSA, il gruppo francese che detiene pure Citroen e DS). A competere con i suddetti modelli, che vedremo verso fine 2019, ci sarà la nuova Renault Clio (basata su una piattaforma inedita e dotata di tecnologia mild-hybrid), la transalpina di maggior successo a livello europeo, e la Toyota Yaris che, ancora una volta, sposerà la causa dell’ibrido e richiamerà nello stile la C-HR. Più modaiola la Audi A1 Crossover: la denominazione definitiva non è stata ancora comunicata, ma il modello differirà dalle altre A1 per l’assetto più alto e per l’aspetto “country” garantito dalle protezioni in plastica grezza per i passaruota.

Fra le compatte del segmento C, invece, la scena sarà tutta per l’ottava generazione della Volkswagen Golf: nessuna rivoluzione stilistica, però, meglio puntare sulla continuità. Le novità, semmai, saranno sotto al cofano – dove sono attesi nuovi motori mild-hybrid – e nelle tecnologie di bordo. Esordio a fine anno per lei. Di medesime dimensioni ma più votata al rapporto qualità/prezzo la Skoda Scala, che arriverà in concessionaria a maggio e che manderà in pensione la Rapid: la piattaforma è la Mqb A0 usata sulla cugina VW Polo. A cementare la presenza del gruppo Volkswagen in questo segmento ci saranno Audi A3 e Seat Leon, che condivideranno con Golf e Rapid buona parte della meccanica.

Rivoluzione epocale per la BMW Serie 1, che abbandonerà la trazione posteriore per sposare una configurazione “tuttoavanti”, mutuata da modelli come la Serie 2 Active Tourer: diminuisce il prestigio meccanico e aumenta la spaziosità interna. Alternative alle teutoniche? Due, dal Giappone: la nuova Mazda3, che punta su un innovativo motore a benzina che promette di funzionare e consumare come un diesel (e che però esordirà in estate), e la nuova Toyota Corolla, risorta dalle ceneri della Auris, da cui riprenderà la tecnologia ibrida; sarà proposta anche con carrozzeria SW. E se le giardinette non sono ancora morte – come testimonia l’arrivo della Peugeot 508 wagon (arriva a giugno) – pure le berline tre volumi hanno ancora qualcosa da dire: lo confermano modelli come l’iconica BMW Serie 3 o l’atletica Mercedes CLA, con profilo da coupé (fine 2019).

Occhio agli sport utility poi, sempre più “pesanti” a livello commerciale: ce ne sarà davvero per tutti i gusti nel nuovo anno. Dalle piccole B-Suv come la Nissan Juke (antesignana del segmento), pronta a rinnovarsi da cima a fondo sfruttando la piattaforma della Micra, alla best-seller Renault Captur: ma per vederle bisognerà attendere il caldo estivo. Arriverà ancora più avanti la bi-es-iu-vi di Ford, su base Fiesta. Più grandi la Mercedes GLB, fatta a partire dalla nuova Classe A, e la C-Suv della Kia, mentre l’Audi Q4 avrà un aspetto da coupé a quattro porte, esattamente come la terza generazione della BMW X6 (autunno): quest’ultima dovrà fronteggiare un’inedita concorrente, la Porsche Cayenne Coupé (autunno), proposta per la prima volta nella storia del costruttore di Zuffenhausen.

Mentre la nuova Mercedes GLS si rivolgerà a chi cerca un abitacolo extralarge, esattamente come chi sceglie la sua principale rivale, la BMW X7. Tuttavia, le outsider fra le auto ruote alte verranno entrambe dall’Inghilterra: la prima è una offroader dura e pura, la Land Rover Defender, che abbandonerà il telaio a longheroni originale ma non le credenziali tecniche (trasmissione in primis) che da sempre la categorizzano fra i veicoli inarrestabili. La seconda, invece, è la Aston Martin DBX, primo suv nella storia del marchio preferito da James Bond: sotto al cofano motori di derivazione Mercedes-AMG.

Quattro le novità green a zero emissioni: si parte dalla Volkswagen I.D., la prima elettrica di massa del gruppo tedesco. Costerà come una Golf rispetto a cui avrà la stessa stazza ma un’abitabilità interna di gran lunga superiore: l’autonomia dovrebbe variare da 330 a 550 km in base alla versione; arriva dopo l’estate. Medesime ambizioni di successo commerciale per la Honda Urban EV, che potrebbe avere una denominazione definitiva diversa: sotto la squadrata carrozzeria (lunga 3,9 metri) con forme vintage, ci sarà una sofisticata elettromeccanica capace di percorrere circa 250 km con una ricarica completa.

A fine anno vedremo la nuova crossover elettrica di Ford, ispirata nientepopodimeno che alla mitica Mustang: in questo caso l’autonomia dovrebbe essere di circa 450 km. Grossomodo quella della Taycan, la prima Porsche elettrica della storia: a spingere la cavallina tedesca due motori da 600 cavalli complessivi di potenza, scaricati a terra dalle quattro ruote motrici. Oltre a prestazioni fantasmagoriche (0-100 in meno di 3,5 secondi), promette ricariche alla spina superveloci: con le colonnine a 350 kW basterà un quarto d’ora per fare l’80% del pieno. In vendita da fine 2019, si può già prenotare con una caparra di 2.500 euro.

Dulcis in fundo le sportive: col nuovo anno vedremo il primo motore turbo-ibrido installato sotto una Ferrari. In pratica, il sistema di sovralimentazione lavorerà come un generatore di energia, capace di alimentare il compressore del propulsore termico ed, eventualmente, un elettromotore di supporto. Meno sofisticata ma altrettanto conturbante la McLaren 720S, versione spider del bolide made in Woking: 720 Cv di potenza per far scoppiare le coronarie al pilota di turno. Svolta epocale in vista per la Corvette: continuerà a mantenere il motore a 8 cilindri, che però finirà dietro la cabina passeggeri, in posizione centrale.

Meno estreme ma altrettanto promettenti le nuove generazioni di Porsche 911 e Toyota Supra: la prima non ha bisogno di presentazioni ed evolve praticamente sotto ogni punto di vista la ricetta che l’ha resa la sportiva per antonomasia. La seconda, invece, risorge dopo 17 anni di oblio, sfruttando la meccanica della nuova BMW Z4, con cui condivide anche il motore 6 cilindri turbo di 3 litri e 340 Cv di potenza.

Premio eleganza alla Aston Martin Vantage Volante, la spider inglese con cuore tedesco: nel vano motore c’è un V8 biturbo da 510 Cv di potenza, lo stesso della Mercedes AMG GT. Ultima, ma non per importanza, la nuova M8, la prima nella storia di BMW: la meccanica a trazione integrale e motore V8 4.4 biturbo da 600 Cv di potenza è quella della M5.

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