Quale comportamento può allungare la vita del PC o del portatile: spegnerlo ogni volta che si finisce di usarlo o lasciarlo acceso anche di notte? È una domanda che si pongono in molti, e in rete si trovano opinioni assai contrastanti. La verità su cui concordano i professionisti dell’assistenza e della riparazione è semplice: dipende. Vediamo da che cosa.

Anzitutto dalle abitudini d’uso di ciascun utente. Ogni volta che si accende un computer, fisso o portatile che sia, tutti i componenti hardware subiscono un piccolo stress a causa dell’istantaneo passaggio della corrente elettrica. Va da sé che accenderlo e spegnerlo diverse volte al giorno non è una sana abitudine, e a lungo andare potrebbe accorciarne la vita. La stessa indicazione, se ci pensate, vale per qualsiasi altro elettrodomestico e per la TV.

Questo principio di base è tanto più valido quanto più il PC è vecchio. Un disco fisso, ad esempio, contiene parti in movimento, come i dischi e le testine di lettura. Più i componenti meccanici sono sollecitati, più è facile che prima o poi si rompano. Ecco perché i dischi SSD (allo stato solido, senza componenti meccaniche) sono meno soggetti a guasti di questo tipo. Quando sono accesi, inoltre, i computer tendono a scaldarsi e il calore a lungo andare è nemico di tutte le componenti hardware.

Foto: Depositphotos

Il consiglio dunque è semplice: se usate il computer più di una volta al giorno, è meglio lasciarlo acceso almeno durante il giorno. Se lo usate solo poche ore al giorno in un determinato momento della giornata, o addirittura una sola volta al giorno, meglio spegnerlo.

Detto questo, come spesso capita ogni soluzione ha vantaggi e svantaggi, che vanno al di là del semplice quesito posto all’inizio. Chi decide di lasciare il PC sempre acceso deve sapere che la decisione porterà a un lieve aumento della spesa energetica di casa. E che, in generale, di tanto in tanto un riavvio completo migliora le prestazioni.

Gli attuali sistemi operativi offrono anche soluzioni intermedie, come la sospensione e l’ibernazione, che consentono di riprendere velocemente il lavoro da dove si è interrotto. Al fine dell’argomento che stiamo discutendo, tra i due è preferibile utilizzare la sospensione, che porta il computer in uno stato di basso consumo senza spegnerlo completamente. Al contrario, l’ibernazione assorbe ancora meno energia della sospensione, ma consente un riavvio meno veloce e stressa i componenti hardware quasi come l’accensione e lo spegnimento. Entrambe le modalità possono comunque essere impostate su Windows 10, aprendo le Impostazioni, quindi seguendo il percorso Sistema/Alimentazione e sospensione/Impostazioni di risparmio energia aggiuntive.

Commenti - Non perdere ogni mattina gli editoriali e i commenti delle firme Fatto Quotidiano.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

C’erano una volta le macchine ‘nude’. Ora sapreste smontare la vostra sveglia?

next
Articolo Successivo

Come creare e usare password sicure, per andare online senza preoccupazioni

next