Urla, insulti e vetri in frantumi al palazzo comunale di Gallarate (in provincia di Varese), dove ieri mattina, lunedì 31 dicembre, alcuni dei Sinti sgomberati un mese fa si sono radunati per protestare contro il sindaco, il leghista Andrea Cassani, e chiedere risposte per le proprie famiglie. Proprio ieri infatti il gruppo di Sinti è stato costretto a lasciare il Grand Hotel di Somma Lombarda, dove era stato sistemato provvisoriamente dopo lo smantellamento del campo di via Lazzaretto. Così ora 69 persone, di cui 38 bambini e alcuni ultrasessantenni, si trovano per strada, costrette a dormire in auto o in rifugi di fortuna. Una comunità, la loro, che vive a Gallarate da diverse generazioni, conosciuta da tutta la città. Da qui la tensione sfociata nelle proteste di ieri davanti al municipio. Alcuni si loro si sono anche scagliati contro la porta finestra e hanno rotto i vetri. A intervenire per calmare gli animi è stato poi l’avvocato dei Sinti Pietro Romano, che ha convinto i Sinti a manifestare sempre i maniera pacifica e nel rispetto delle leggi. “Nella casse della Regione – spiega il legale – ci sono due milioni di fondi europei del piano per l’inclusione, ma non sono utilizzati perché manca la volontà politica. Il 27 dicembre ho consegnato in Comune tutti i documenti delle famiglie per attivare soluzioni di emergenza, perché ci sono bambini per strada. Ma erano tutti in ferie. Finora non è stato fatto niente”. Dal 3 gennaio, spiega ancora l’avvocato, dovrebbero iniziare i colloqui per valutare le singole situazione. Intanto le famiglie si preparano a far fronte ad altre notti gelide senza un tetto

Il video è stato condiviso sul proprio profilo Facebook dalla sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni

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