All’interno del pacchetto di oltre cinquanta proposte di modifica del governo al testo della manovra fermo in Senato ci sarà anche la revisione dell’imposta sulle auto inquinanti, già nota a tutti come ecotassa. Dopo le polemiche interne alla maggioranza e la protesta di Fca, che aveva minacciato di ritirare il piano di investimenti da 5 miliardi di euro annunciati per l’Italia, il vicepremier Luigi Di Maio aveva promesso: “Troveremo una soluzione”. E venerdì mattina, ospite a Mattino Cinque, ha dettato la linea: “Non ci sarà nessuna tassa sull’auto delle famiglie degli italiani né nuove né in uso. Sarà solo un ecobonus sulle auto elettriche, ibride e a metano, perché ci sono città ostaggio dell’inquinamento. Dobbiamo iniziare rivoluzione della mobilità in Italia”.

La norma, inserita con un emendamento firmato dalla Lega alla manovra in commissione Bilancio alla Camera, è pronta quindi a essere modificata. Le alternative restano due: cancellare l’imposta e lasciare gli aiuti per le auto ecologiche (ovvero la strada che piace a Matteo Salvini), oppure modificare le soglie per stangare solamente chi acquista auto di lusso inquinanti, come suggerisce Di Maio quando chiarisce di voler salvare le utilitarie.

Infatti, stando a come è scritta ora, la norma ha sì nel suo impianto il principio di tassare chi non rinuncia a inquinare, ma riguarda anche le utilitarie più vendute in Italia nel 2018. Come ha spiegato l’analisi di Fabio Amato su ilfattoquotidiano.it, un’alternativa esiste. Per salvare le auto “delle famiglie”, il governo potrebbe alzare il limite di CO2 g/km emessi a partire dal quale scatta l’imposta: si ragiona, scrive Repubblica, di salire a quota 150. Ma anche riformare il superbollo reinserito dal governo Monti, legandolo non solo alla potenza, ma al rapporto tra lusso e inquinamento. Hai i soldi per comprare una Porsche? Di certo li hai anche per una Tesla. Non vuoi la Tesla? Prendi la Porsche ma paghi molto di più a parità di Kw.

Nel frattempo, anche gli incentivi per l’ecologico potrebbero essere riformati: lo scopo sarebbe incentivare il “proprietario della Panda” ad acquistare un modello meno inquinante, prevedendo però un tetto al bonus, in modo da non favorire anche qui acquista auto elettriche o ibride, ma di lusso.

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