“C’è qualcuno che è stato zitto per anni quando gli italiani, gli imprenditori e gli artigiani venivano massacrati. Ora ci lasciassero lavorare e l’Italia sarà molto migliore di come l’abbiamo trovata. Siamo qui da sei mesi. Ascolterò tutti, incontrerò tutti, ma lasciateci lavorare”. Matteo Salvini rispedisce al mittente le critiche alla manovra del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che ieri, davanti alle categorie produttive favorevoli al Tav riunite all’Ogr di Torino, era andato all’attacco parlando di “fine degli alibi” per il governo, e chiesto a Conte di convincere i suoi due vicepremier a tagliare 4 miliardi di euro dalla manovra. Se non ci dovesse riuscire, dimissioni.


di Agenzia Vista

Il viceministro leghista, oltre a ribadire il suo sì al Tav, sottolinea che quel 2% di deficit su cui c’è il pressing dell’Europa – e su cui è tornato anche il commissario agli Affari economici Moscovici al termine dell’Eurogruppo – “sono numeri su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue. Noi badiamo alla sostanza e a trovare le risorse – ha detto arrivando alla Basilica di San Giovanni a Roma dove si celebra la messa di Santa Barbara patrona dei vigili del fuoco -. Sarà una manovra seria, non dipende dallo zero virgola ma dai contenuti. Ci sono investimenti che non ci sono mai stati”. L’intenzione di abbassamento del deficit è stata apprezzata dalla Commissione Ue, che però ha sottolineato come sia necessaria un’ulteriore riduzione. Conte, però, ha specificato che il governo non sta lavorando all’obiettivo di portare il rapporto deficit/pil sotto il 2%. A commentare le dichiarazioni di Salvini interviene il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina. “Le imprese chiedono al governo di cambiare rotta – scrive su Twitter -. E Salvini risponde solo con l’arroganza. Quando il potere si fa prepotenza, a perdere è tutto il paese #ladridifuturo”.

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