Paul Dano, buona la prima. Così si può sintetizzare il trionfo al 36° Torino Film Festival di Wildlife, il magnifico esordio dietro la macchina da presa dell’attore americano che vince come miglior film alla kermesse torinese. La giuria del concorso Torino 36 presieduta dal grande regista cinese Jia Zhangke e composta dalla produttrice Marta Donzelli, dal regista portoghese Miguel Gomes, dal fondatore di IMDB il britannico Col Needham e dal regista austriaco Andreas Prochaska non ha infatti esitato nell’attribuire il massimo riconoscimento all’opera che – fra le 15 concorrenti – era effettivamente  tra le migliori, se non la più convincente in assoluto.

Tornando sulle tracce del melò classico, Dano ha messo in scena una famiglia della provincia americana degli anni ’60 alle prese con nuovi paradigmi sociali che implicano mutazioni nel mondo del lavoro come nelle comunità a partire dalle famiglie. I protagonisti a rispecchiare tali cambiamenti e relativi dolori sono una coppia (Carey Mulligan e Jake Gyllenhaal da urlo) e il loro figlio adolescente (Ed Oxenbould, magnifico) dal cui punto di vista è condotto l’intero racconto.

La giuria ha attribuito una menzione speciale anche al film ungherese Rossz Versek (Bad Poems) opera seconda di Gàbor Reisz che del proprio lavoro è anche il protagonista: piccolo coming of age narrato con diversi flashback, Bad Poems è un film sulla protezione dei Sogni ad occhi aperti, anche quando questi non offrono rassicurazioni professionali ed economiche.

Per le interpretazioni i riconoscimenti sono andati all’attrice brasiliana Grace Passò per il buon Temporada di André Novais Oliveira e a due attori in ex-aequo: il tedesco Rainer Bock per il film per Atlas di David Nawrath e il danese Jakob Cedergren “assoluto protagonista” del coraggioso thriller “narrato” Den Skyldige (The Guilty) di Gustav Möller. Quest’ultimo titolo ha portato a casa anche il premio per la miglior sceneggiatura e quello del pubblico, in ex aequo con il belga Nos batailles di Guillaume Senez. Al greco Oiktos di Babis Makridis è andato invece il premio FIPRESCI.

Per quanto riguarda i documentari, il miglior film internazionale è risultato Homo Botanicus del colombiano Guillermo Quintero mentre il miglior italiano è In questo mondo di Anna Kauber. La cerimonia di premiazione di Torino 36 prevista stasera sarà seguita dalla proiezione in prima mondiale (per il pubblico) del nuovo lavoro di Nanni Moretti, Santiago, Italia, alla presenza del regista.

La prossima edizione del Torino Film Festival è fissata dal 22 al 30 novembre 2019.