È stato arrestato, secondo quanto riporta l’agenzia Kyodo, il presidente di Nissan, Carlos Ghosn. Era stato il quotidiano giapponese Asahi Shimbun a rivelare che il top manager era a rischio carcere perché sospettato di violazioni di norme fiscali e in particolare di non aver dichiarato completamente i suoi guadagni. Ghosn, nato in Brasile nel 1954 da una famiglia di origini libanesi, è ritenuto uno delle personalità di maggior spicco nel mondo automobilistico mondiale. Presidente nel 2000 e amministratore delegato nel 2001, incarico a cui ha aggiunto nel 2005 anche quello di presidente di tutto il Gruppo Renault. Ghoson ha mantenuto le due cariche per oltre un decennio, contribuendo a costruire l’Alleanza Nissan Renault. Nell’ottobre 2016, l’azienda giapponese ha completato l’acquisizione di Mitsubishi Motors, di cui Ghosn diventa presidente. Il 1 aprile 2017 ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Nissan per concentrarsi sull’Alleanza Nissan-Renault.

Nissan accusa il top manager “significativi atti di cattiva condotta” tra cui l’aver mentito sull’entità del suo reddito e propone il suo licenziamento. In una nota la casa giapponese spiega di aver già avviato un’indagine interna per comportamenti scorretti che risalirebbero a diversi anni addietro. I media del Giappone scrivono che Ghosn è stato convocato “in via volontaria” dai procuratori per essere sottoposto a interrogatorio dai procuratori per “violazione dei regolamenti finanziari” per la presunta dichiarazione falsa sul reale ammontare del suo compenso. Secondo l’emittente pubblica Nhk gli investigatori di Tokyo stavano eseguendo perquisizioni nel quartier generale di Nissan nella città di Yokohama. Dopo la diffusione della notizie il titolo della ha registrato perdite il 12% alla Borsa di Parigi.

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