Il Palazzo delle Esposizioni, dal 9 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, ospita la mostra Roma fumettara. L’esposizione racconta i 25 anni di storia della Scuola romana dei fumetti, fondata nel 1993 da cinque diversi autori: Giancarlo Caracuzzo, Paolo Morales, Massimo Rotundo, Stefano Santarelli e Massimo Vincenti. Morales è uno dei disegnatori di Martin Mystère, Rotundo è fra le migliori matite di Tex. Tra i fumettisti esposti c’è anche Claudio “Greg” Gregori, della premiata coppia Lillo & Greg (i due sono anche i fondatori della band “Latte & i suoi derivati”). Il comico compare come autore di una serie di tavole, raccolte qualche anno fa integralmente in volume (I Sottotitolati, 2013), scritte in un coattese di una volgarità estrema e, a tratti, fastidiosa perfino per i palati più grossi e capienti.

Molte delle opere esposte celebrano fumettisticamente luoghi, monumenti e capolavori scultorei romani (dalla Bocca della Verità al Colosseo, dalla Lupa alla “Barcaccia”), senza trascurare di rendere omaggio ad attori, attrici, registi i cui film, girati o interpretati, non sono semplicemente ambientati nella capitale. Aldo Fabrizi, Anna Magnani o Federico Fellini sono riusciti a carpire a Roma un’infinità di tratti, a riprodurne vizi e virtù, a trasformarla in una moderna icona planetaria. Tra le fonti filmografiche più saccheggiate non poteva mancare il mito immortale di Vacanze romane, che ha ispirato le tavole di Giuseppe Di Maio (fig. 1), di Andrea Di Vito (fig. 2) e di Fabio “Hot Stuff” Redaelli (fig. 3).

Abbiamo visitato la mostra (andatela a vedere, merita) e abbiamo intervistato per l’occasione Santarelli, Rotundo e diversi altri fumettisti: Stefano Caselli, disegnatore Marvel. Genea, che oggi è una graphic designer ma ha esordito come scrittrice. Il camerunense Gaspard Njock, che si è cimentato fra le altre cose in una graphic novel sull’immigrazione irregolare (Un voyage sans retour, 2018). Arianna Rea, autrice Disney che ha realizzato i fumetti per la serie televisiva Violetta. E ora, visto che siete arrivati fin qui, godetevi il video.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Roma, nasce a Cinecittà il cinema dell’Accademia Popolare dell’antimafia

prev
Articolo Successivo

‘Moro. Il caso non è chiuso’, i soldi per il riscatto erano pronti nella villa di Castel Gandolfo

next