Benvenuti a Ten Talking Points, l’unica rubrica che esce solo quando ne ho voglia e il Milan vince (per questo esce poco). Altre considerazioni.

1. Ieri avevo imbastito un sogno meraviglioso. C’erano Maggie Siff che mi frustava, Rosario Dawson che mi calpestava e Rossella Brescia che mi insultava con epiteti terribili tipo “sei un brutto Orfini!”. Il climax era davvero perfetto. Poi, sul più bello… tac, mi compare Mario Ielpo. O che cazzo c’entra Mario Ielpo? Che poi io neanche me lo ricordo, Ielpo. Non lo sentivo nominare dal ’94. Chi sei, cosa vuoi e perché sei venuto a rompermi proprio adesso gli ormoni nel voluttuoso paniere della lussuria? Torna a fare il terzo portiere al Milan, dai. Ma lui no: entra nel sogno, dice “Ciao sono Ielpo” e si mette a parlare di non so cosa. A quel punto le mie tre Mistress, giustamente, se ne sono andate non senza delusione. Ci sono rimasto così male che mi sono svegliato di colpo e sono andato a correre in piena notte per le vie di Arezzo.

2. Ancelotti è un signore d’altri tempi. Vince a valanga con l’Empoli, ma per prima cosa fa i complimenti ad Andreazzoli. Carletto non sta soltanto facendo un capolavoro raro a Napoli, ma si conferma una delle persone più belle nella storia del calcio. Sia dunque Lode.

2 bis. Purtroppo il punto 1 non l’ho inventato. Infatti la mia compagna non ha ancora smesso di prendermi per il culo.

3. Parlare di Juve è come parlare delle sinapsi di Gasparri: non ha senso. Hanno già vinto tutto e vinceranno tutto. Campionato, Coppa Italia, Champions League e midterm elections negli Stati Uniti. Non solo: domenica anche i milanisti veri saranno lieti della vittoria juventina, perché se i bianconeri lasciassero due punti a San Siro il rischio-tragedia dello scudetto a Lerner diverrebbe concreto. Quindi: que vica CR7. Ora e ancora: per un futuro migliore.

4. L’Inter le vincerà tutte fino a maggio. A oggi è sideralmente superiore a tutte quelle che le stanno dietro. Comprese Milan e due romane. Il gol di Vecino al Tottenham ha trasformato il Toninelli in farfalla. Onore dunque al marchiano e sempre lucido Spalletti.

5. Un abbraccio a Giaccherini: solo questo. Ricorda, Emanuele: non può piovere per sempre.

6. La Lazio resta quarta e, grazie alla vittoria sul Milan fra tre settimane, rimarrà sola in quella posizione. A quel punto dovrà guardarsi solo dalla Roma, che però anche a Firenze mi è piaciuta come l’ultimo di Iva Zanicchi.

6 bis. Se Immobile potesse giocare solo contro avversarie medio-piccole, sarebbe Van Nilsterooy.

7. Intendo dirvi che Suso è assist e Romagnoli è Vita.

7 bis. Uscendo dal tono para-biblico, un Milan mai esaltante ha fatto 9 punti in sette giorni. E questo, considerando la (giustissima) sconfitta in extremis nel derby, era davvero imprevedibile. Se Gattuso con Atalanta ed Empoli aveva avuto sfiga, ieri e col Genoa ha avuto non poco culo: malino nel primo tempo (buonissima Udinese), meglio nella ripresa. La grandinata di infortuni rende assai periglioso il futuro. Suso ha sbagliato un gol vile, ma tatticamente sta crescendo molto e nei ritagli di tempo ha elargito il 715esimo assist della stagione, dopo un mitologico “Tira tu no tira tu” con Romagnoli che mi ha ricordato – molto in piccolo – la laboriosissima costruzione del gol di Tardelli in Italia-Germania ’82.

7 ter. Castillejo ha lo sguardo lucido e centrato di una comparsa pazza del Grande Lebowski.

8. Tra i punti più bassi dell’umanità, segnalo Balic che rimprovera a bordo campo il compagno Nuytinck perché, dopo l’espulsione, non aveva perso abbastanza tempo. Un bel gesto sportivo, che fa il paio con le allegre mazzate dispensate da Mandragora (e non solo) nel primo tempo.

9. Mazzarri è tornato a giocare una bella partita: non accadeva dal 15/18.

9 bis. Gasperini firma la terza vittoria consecutiva. De Zerbi maramaldeggia. E Parma-Frosinone ha regalato l’entusiasmo vivido di una mietibatti putrida a Gragnone.

10. Nel frattempo, a Londra, il Che Gue Sarri continua a riscrivere Il Capitale. Egli è Grande.

Ci sentiamo tra un mesetto: fate i bravi, nel frattempo. O almeno fate finta.

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