Nella scorsa legislatura l’Associazione Luca Coscioni ha dato un contributo determinante all’approvazione della legge sul testamento biologico: un passo avanti di grande rilevanza verso il diritto all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita, una legge che consentirà ai malati terminali di ricorrere alla sedazione profonda invece di suicidarsi come fanno ogni anno in Italia mille malati (fra i quali mio fratello Michele, malato terminale di leucemia). In pratica, per i malati senza speranza di guarigione, sarà possibile fare alla luce del sole quel che si fa da sempre in ospedali e cliniche private: una “eutanasia clandestina” che riguarda ogni anno circa 20mila malati.

Ricordo solo alcuni fra i momenti principali della nostra lunga battaglia:

1.  l’esortazione del presidente Napolitano al Parlamento perché affrontasse il tema del fine vita: una esortazione ripetuta due volte, prima rispondendo a Piergiorgio Welby che chiedeva “una morte opportuna”, poi rispondendo a me e ai congiunti di tre “suicidi illustri” (Monicelli, Magri e Lizzani), che sollecitavamo il dibattito parlamentare sull’argomento

2. la costituzione dell’Intergruppo eutanasia, con 240 aderenti fra deputati e senatori: un’iniziativa non “di facciata” perché l’Intergruppo si è riunito costantemente, via via che la battaglia per le scelte di fine vita segnava i suoi alti e bassi e richiedeva il sostegno dei parlamentari progressisti

3. il processo a Marco Cappato per la vicenda del Dj Fabo e la commozione con cui gli italiani hanno seguito la vicenda, a mia memoria senza precedenti in materia di diritti civili

4. il rinvio alla Corte costituzionale ottenuto dal segretario della Associazione Filomena Gallo per far dichiarare l’incostituzionalità dell’articolo 580 (istigazione o aiuto al suicidio, con pene fino a 12 anni) del codice penale clerico-fascista del 1930

La nuova legislatura dovrà essere quella in cui finalmente anche gli italiani conquisteranno il diritto a una morte dignitosa, grazie a una legge che legalizzi l’eutanasia, impedendo tuttavia ogni forma di abuso o di slippery road. Malgrado una composizione del Parlamento che rende non facile raggiungere una maggioranza su questa legge, la legislatura è iniziata con alcuni segnali positivi:

1. La decisione della Corte costituzionale di richiamare il Parlamento al dovere di legiferare, entro un anno, sul fine vita

2. La nascita, sempre per iniziativa della Associazione Coscioni, di un nuovo Intergruppo eutanasia, che speriamo sia numeroso come quello che lo ha preceduto (e colgo l’occasione per invitare i parlamentari che avessero occasione di leggere queste mie note di unirsi a noi)

3. Le ricerche demoscopiche (a fine gennaio vedremo quella dell’EURISPES) che ci dicono che oltre il 75% degli italiani vuole l’eutanasia. Anche nel Nord Est leghista e cattolicissimo: secondo la ricerca di DEMOS per “Il Gazzettino”, il 66% degli intervistati

4. L’incontro dei dirigenti della Associazione Coscioni con il presidente della Camera, che ha voluto rendere noto alla stampa il suo atteggiamento favorevole alla eutanasia

5. Le dichiarazioni molto aperte del ministro della Salute Giulia Grillo, già capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle

6. Infine, ieri, il deposito di un ddl che legalizza l’eutanasia da parte dell’onorevole Matteo Mantero, anche lui 5 Stelle, già primo firmatario della legge sul testamento biologico.

Se da un lato non si può che compiacersi per l’impegno di tanti autorevoli esponenti di un Movimento che è stato – con il 32% dei voti – il vincitore indiscusso delle elezioni politiche del 4 marzo scorso, dall’altro è deprimente assistere al silenzio di quella che fu “la sinistra” nell’Italia dei nostri tempi: innanzitutto il Pd – preso da un interminabile e lacerante pre-congresso che non interessa nessuno – e dall’altro un partito, Liberi e Uguali, che con la sua scissione dal Pd ne ha seriamente compromesso le sorti e che dopo aver fatto il danno sembra sparito dalla scena politica.

Mi sorprende in particolare il silenzio dei due esponenti più illustri di LeU, gli ex presidenti del Senato e della Camera (ho avuto il piacere di conoscere entrambi per la loro partecipazione alle celebrazioni del 70esimo anniversario della Brigata Maiella, di cui mio padre fu il fondatore e il comandante). Sorpresa ancora maggiore dato che il presidente Grasso – assieme al capogruppo del Pd al Senato Zanda – ha avuto un ruolo fondamentale per consentire la miracolosa approvazione, negli ultimi giorni della legislatura, del testamento viologico. E che la presidente Boldrini ha dedicato tanta parte della sua vita alla conquista e alla difesa dei diritti umani e civili.

Per questo faccio appello a loro, assieme ai tanti esponenti del Pd che certamente credono che la nostra battaglia sia giusta e necessaria. Escano dal loro silenzio, si uniscano agli esponenti dei 5 Stelle su di un tema che dovrebbe vedere compatte e solidali tutte le forze laiche e riformiste.

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