“Pensi a Montecitorio”. Il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari contro il presidente della Camera Roberto Fico. Dopo che la terza carica dello Stato è intervenuta sul caso dei bambini stranieri esclusi dalla mensa a Lodi per una delibera della sindaca leghista, il Carroccio ha attaccato direttamente l’esponente 5 stelle. “L’ultimo presidente della Camera che ricordo entrare così tanto nel dibattito politico era Fini, spero che Fico abbia più fortuna”, ha detto Molinari. “Ci auguriamo che invece che lanciarsi in polemiche gratuite contro la Lega si dedichi a tempo pieno all’organizzazione dei lavori di Montecitorio, restando super partes”.

Il grillino era intervenuto in giornata dopo che sul caso erano state sollevate numerose polemiche e aveva criticato direttamente la sindaca della Lega di Lodi: “Nel momento in cui si fa una delibera”, aveva dichiarato, “che in modo conscio o in modo inconscio crei delle discriminazioni così importanti si deve solamente chiedere scusa. Dopo le scuse questi bambini potranno rientrare tranquillamente nella mensa scolastica”. Poi dopo l’accusa, su Facebook ha specificato: “Non possono essere i più piccoli a pagare le conseguenze di errori altrui. Credo fermamente nella forza di un Paese che di fronte ad avvenimenti simili si indigna ed è pronto a rispondere rimettendo al centro i diritti e i valori di comunità. Questo è successo a Lodi dove un’incredibile manifestazione di solidarietà ha dato una risposta splendida. Adesso chi ha sbagliato – mi auguro in buona fede – chieda scusa. Così questi bambini potranno tranquillamente rientrare alla mensa scolastica. Integrare significa costruire spazi e luoghi di condivisione, come una mensa appunto”. Ieri il vicepremier Luigi Di Maio, dopo giorni di silenzio, aveva detto: “I bambini non si toccano, il ministro Bussetti troverà una soluzione”.

Intanto la prima cittadina, sostenuta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e dai vertici del Carroccio, ha annunciato che non ha intenzione di fare passi indietro. La sindaca Casanova ha ribadito che la misura adottata dal suo comune è ispirata unicamente al “principio di equità”. “La legge è uguale per tutti”, ha ricordato, aggiungendo che la delibera “vuole mettere italiani e stranieri nella stessa condizione di partenza per dimostrare redditi e beni posseduti” fermo restando “il successivo impegno preso dall’amministrazione nei confronti dei cittadini che sono nell’oggettiva impossibilità di presentare la documentazione richiesta”. Parole sostenute dallo stesso Salvini: “Andrò a trovare il sindaco di Lodi e a portargli tutta la mia solidarietà – ha detto – perché i furbetti, italiani o stranieri che siano, quelli che campano alle spalle del prossimo, che non pagano la mensa scolastica anche quando potrebbero o dovrebbero farlo, non possono continuare a farlo”. E ancora: “Il sindaco di Lodi fa bene! Basta coi furbetti. Non è razzismo, è solo giustizia e buon senso”.

Oggi anche Amnesty International Lomabardia ha scritto una lettera alla sindaca di Lodi: “Esprimiamo”, si legge, “forte preoccupazione rispetto agli effetti dell’applicazione del regolamento comunale da Lei varato e volto a richiedere, per la fruizione di prestazioni sociali agevolate, una certificazione specifica per cittadini di stati extra-Unione europea”. Per Amnesty, “in conseguenza di tale regolamento, in molti casi, si ha l’impossibilità di attestare una situazione patrimoniale di difficoltà che grava su una considerevole fascia di popolazione, e che viene applicata sulla base di un criterio inequivocabilmente discriminatorio”. Per l’associazione, “gli effetti sono di particolare gravità se visti in relazione al servizio di mensa e di trasporto pubblico per i bambini delle famiglie colpite dal provvedimento, il cui diritto allo studio e a una positiva integrazione con i compagni di pari età – elemento alla base di una serena e rispettosa futura convivenza civile – rischiano di essere seriamente compromessi”.
Da qui la richiesta di sospendere il regolamento.