Un po’ di lattice per la pappagorgia, quintali di brillantina e due bombette nere. Risplendono (si spera) le stelle di Stan Laurel e Oliver Hardy, Stanlio e Ollio per noi comuni italiani, nel trailer del film a loro dedicato, Stan&Ollie, che verrà visto in anteprima al prossimo London Film Festival (10-21 ottobre 2018). Stanlio è interpretato da Steve Coogan, il comico britannico divenuto nel tempo anche attore di film drammatici (Philomena); mentre l’icona ben più rotondeggiante di Ollio è interpretata dall’oramai consacrato John C. Reilly. Qualche sfumatura nella lingua e nell’atteggiamento culturale dei due (l’americano più grossolano, l’inglese più fine) e il gioco è fatto. Nel 1953 Laurel&Hardy compiono l’ultimo seguitissimo tour in terra britannica dopo qualche anno di appannamento e di minore appeal tra il pubblico che li aveva amati e seguiti per oltre vent’anni.

Lo script di Jeff Pope e la regia di Jon S Baird (Filth) ritraggono il “double act” al crepuscolo ma ancora forte di quell’irregolarità irrefrenabile e buffa che li caratterizzò in mezzo mondo fin dagli esordi negli anni venti. Il ’53 è però anche l’anno in cui Hardy ha i primi grossi problemi di salute (morirà nel 1955) e in cui si conferma il deciso orientamento industriale hollywoodiano verso nuove forme di comicità non più conformi agli universali capisaldi dei Chaplin e dei Keaton. Laurel&Hardy non hanno rivoluzionato il cinema, ma vi si sono adagiati a livello popolare come forse nessun’altro, diventando memorabili maschere di gag fisiche rocambolesche e giochi di parole – poi tradotti senza infamia e senza lode dal doppiaggio italiano – senza eguali se non dal Peter Sellers di Hollywood Party.

Le foto dal set di Stan&Ollie, prodotto dalla BBC e distribuito da Sony Pictures, sono iniziate a girare online un annetto fa con Reilly e Coogan ritratti sul set/museo del Black Country Living Museum di Dudley, nelle West Midlands inglesi. Laurel e Hardy iniziarono a collaborare nel 1921 nel film The Lucky Dog, ma è nel 1927 in The second hundred years che iniziano a delinearsi i futuri tratti comici del duo grazie all’intuizione produttiva di Hal Roach. Stanlio e Ollio passarono con disinvoltura, anzi si tuffarono nell’epocale cambio dal cinema muto a quello sonoro cavalcandolo in modo geniale e arrivando anche ad interpretare canzoncine (Honolulu Baby, Harvest Moon poi diventata Guardo gli asini che volano nel ciel) indimenticabili. L’apice della carriera sarà poi tra il 1932 e il 1940 con titoli come Frà diavolo, I fanciulli del west, I diavoli volanti e Noi siamo le colonne. Nel gennaio del 2018 è uscita finalmente in Italia la biografia “autorizzata” del duo – Mr. Laurel e Mr. Hardy (Sagoma editore) – scritta da John McCabe, contenente la preziosa testimonianza di Laurel.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

The Nun – La vocazione del male, un horror sgangherato e davvero brutto che ha battuto Gli Incredibili 2

next
Articolo Successivo

Mio figlio, thriller che si guarda tutto d’un fiato. Con Melanie Laurent e Guillaume Canet

next