Nuove frizioni tra i vicepremier e il ministero dell’Economia in vista della legge di Bilancio. Stavolta al centro della discussione c’è l’ipotesi di un aumento selettivo dell’Iva per alcune tipologie di beni. Secondo alcuni quotidiani la mossa è allo studio del Tesoro, che sta valutando se recuperare in questo modo risorse da utilizzare per le altre misure da inserire in manovra. Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno smentito. Il viceministro dell’Economia leghista Massimo Garavaglia ha ammesso che “è una delle ipotesi sul tavolo”, ma nel pomeriggio anche il titolare del dicastero, Giovanni Tria, in question time al Senato ha frenato dicendo che “si sta operando nel pieno rispetto delle risoluzioni al Def approvate da Senato e Camera lo scorso mese di giugno” nelle quali era previsto il disinnesco delle clausole di salvaguardia sull’Iva. Intanto il leader M5s mette paletti alla pace fiscale cara alla Lega dicendo che “un milione di euro è una soglia troppo alta” come tetto sotto il quale consentire ai contribuenti di sanare i contrasti con il fisco pagando un’aliquota molto bassa.

“Aumento Iva? Fake news”. “Ipotesi c’è, non se ne è parlato in via ufficiale” – “Questa storia che aumentiamo l’Iva è una fake news: in questo governo non si permetterà ai soldi di entrare dalla porta e uscire dalla finestra”, ha detto Di Maio a Radio 24. Posizione confermata dal ministro dell’Interno che, arrivando a Palazzo Grazioli per il vertice di centrodestra, ha assicurato: “L’Iva non aumenta, certamente”. Ma il viceministro dell’Economia leghista Massimo Garavaglia ha ammesso che “è una delle ipotesi sul tavolo”, pur specificando di avere “qualche perplessità“. “Mi stupisco che sia sui giornali perché non se ne è parlato in via ufficiale politicamente“, ha detto Garavaglia a Radio Radicale. “Ma tant’è, vediamo, è una delle ipotesi sul tavolo. Personalmente ho qualche perplessità su un aumento parziale dell’Iva, essendo già nei tendenziali l’aumento dell’Iva come clausola di salvaguardia, se la si aumenta in parte serve un’altra copertura tal quale”.

Di Maio: “Pace fiscale? Soglia di 1 milione è troppo alta”. Ma Giorgetti conferma – Di Maio è tornato anche sulla questione della pace fiscale cara alla Lega, chiarendo che il Movimento 5 Stelle non è “d’accordo su uno scudo fiscale, non vogliamo far rientrare i capitali dei mafiosi e dei corrotti dall’estero”. Non solo: “Un milione di euro è una soglia troppo alta” come tetto entro il quale consentire ai contribuenti di sanare i contrasti con il fisco pagando un’aliquota molto bassa. “Chi evade il fisco deve andare in galera, sta nel contratto quindi si deve fare”, ha aggiunto. Solo mercoledì sera il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha però confermato che per il Carroccio – come anticipato sabato scorso dal sottosegretario al Tesoro Massimo Bitonci “il tetto dovrebbe essere più vicino al milione che ai centomila euro” perché “noi pensiamo all’imprenditore in difficoltà che preferisce pagare i propri dipendenti, o fallisce o gli facciamo la pace fiscale”.

Lezzi: “Tria non guarda in faccia disoccupati e invalidi civili” – Il vicepremier anche ha sostenuto che “i rapporti con Giovanni Tria sono di piena fiducia”. Ma ad attaccare il titolare del ministero ci ha pensato il ministro per il Sud Barbara Lezzi: “Non è un’avversione nei confronti di Tria, però Tria non guarda in faccia nessuno“, ha detto su Rtl. “Non guarda in faccia il disoccupato, il pensionato con 400 euro, l’invalido civile a 290 euro“.

“Governo serio trova risorse. Se no torniamo a casa” – Poco prima Di Maio aveva dato garanzia di compattezza interna: “Questo è un governo compatto, che sta mettendo insieme le risorse, che ci sono, per mantenere le promesse fatte agli italiani perché il M5s non ha dimenticato le promesse fatte in campagna elettorale. Si può fare molto dai tagli, ma se c’è bisogno di un po’ deficit per migliorare la vita italiani ricordiamoci sempre che è questo il primo punto, fermo restando il valore dell’incremento del deficit e quello che può succedere a livello di spread e di mercati”. “Siccome i soldi ci sono le cose si possono realizzare: io ho detto che un governo serio trova le risorse”, ha continuato il leader M5s, “perché sennò è meglio tornare a casa, è inutile tirare a campare”. “Noi siamo il governo del cambiamento. Se non possiamo cambiare le cose meglio andare a casa”, gli ha fatto eco il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro a Agorà, ribadendo che il reddito di cittadinanza sarà “assolutamente” in manovra. “Il nostro obiettivo è fare sì che nessuno abbia meno di 780 euro. Se non riusciamo cambiare le cose meglio andare a casa. Ma sono convinto che ce la faremo. Noi non siamo disposti a tirare a campare”.