A fine giugno Matteo Salvini aveva annunciato che la pace fiscale” prevista dal contratto di governo sarebbe servita per “chiudere tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100.000 euro e di conseguenza “liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse”. Ora, a un mese dal varo della legge di Bilancio, la portata del condono si moltiplica per dieci: il sottosegretario al Tesoro Massimo Bitonci ha annunciato che avrà “un tetto di 1 milione a contribuente”. E andrà anche a braccetto con una nuova voluntary disclosure – la procedura per far emergere attività finanziarie, patrimoni e contanti nascosti al Fisco – dopo le due tornate volute dal governo Renzi. Questa, almeno, è l’intenzione del Carroccio. Ma il Movimento 5 Stelle anticipa che non ha alcuna intenzione di avallarla.

Bitonci ha spiegato che la novità è stata decisa durante un nuovo “tavolo” tra gli esperti economici del Carroccio, alla presenza di Salvini. Dalla riunione è emersa anche la proposta di una misura a regime, cioè “una sorta di transazione fiscale” che preveda la completa attuazione del concordato con adesione “oggi utilizzato in modo limitato” e che tenga conto della situazione patrimoniale e reddituale del contribuente. Obiettivo, una pace “più ampia possibile” che riguardi accertamenti, cartelle, sanzioni amministrative e contenzioso tributario. Il tutto, ovviamente, per aumentare gli incassi dopo che si è appurato che i 35 miliardi di gettito ipotizzati dal senatore della Lega Armando Siri sono una cifra irrealistica visto che, secondo l’Agenzia delle Entrate, solo 51 miliardi di debiti tributari risultano effettivamente “aggredibili”.

Le misure, secondo l’ex sindaco di Padova, potrebbero essere inserite in un decreto fiscale collegato alla manovra. Ancora da capire se la Lega intenda confermare le tre aliquote ipotizzate nei mesi scorsi da Siri, pari a 25%, 10% e 6% della somma dovuta a seconda delle condizioni in cui si trova il contribuente. Gli incassi una tantum potrebbero essere destinati ai risparmiatori vittime delle crisi bancarie a cui la Lega punta a destinare “almeno 500 milioni di euro”.

Bitonci ha poi confermato che tra le proposte della Lega c’è la flat tax a doppio regime per le partite Iva: “Una prima aliquota al 15% per chi ha ricavi fino a 65mila euro e una al 20% per chi ha fino a 100mila euro. Inoltre prevediamo una Flat Tax unica al 5% per le nuove start up dei giovani al di sotto dei 35 anni”. Sarebbe invece rinviato l’intervento sulle aliquote Irpef a cui si è detto favorevole il ministro dell’Economia Giovanni Tria in favore della flat tax da un lato e, dall’altro, di un intervento per consentire di andare in pensione a chi raggiunge ‘quota 100’ con 62 anni di età e ‘quota 41 e mezzo’ senza limiti anagrafici. Il calo delle tasse per le famiglie sarebbe dunque posticipato al 2020.