Al British Science Festival il professor Jonathan Rossiter ha mostrato i suoi “Right Trousers”, un paio di pantaloni dotati di muscoli artificiali. Il progetto, durato tre anni, punta alla realizzazione di un supporto per chi ha problemi di mobilità, anziani e pazienti in riabilitazione.

A differenza di un vero e proprio esoscheletro, i Right Trousers si indossano come un normale paio di pantaloni sportivi, e hanno un ingombro simile. Integrano però muscoli artificiali, strutture di sostegno e stimolatori elettrici. Una dotazione che può aiutare chi ha difficoltà di movimento, stimolando l’attività muscolare e offrendo un sostegno extra e una forza aggiuntiva. Non ci sono motori elettrici, ma materiali di nuova concezione che cambiano forma e struttura secondo determinati stimoli.

“Abbiamo sviluppato muscoli artificiali leggeri, che potrebbero aiutare le persone a stare in piedi o a sollevare pesi”, spiega Rossiter sottolineando un aspetto chiave: non si tratta di sostituire la muscolatura naturale ma di aiutarla. Diversamente si rischierebbe di rendere il muscolo più debole e compromettere la riabilitazione. “Di certo non vogliamo che le persone diventino più deboli. Vogliamo un equilibrio tra un dispositivo di assistenza e uno di riabilitazione”.

Per questo i muscoli inseriti in questi pantaloni non sono a controllo mentale (esistono tecnologie apposite), ma piuttosto rispondono all’attività muscolare delle gambe. Quando l’indumento “sente” che la persona prova muoversi, si attiva per dare una mano.

Il gruppo sta lavorando ad altri dispositivi, come una fascia che può cambiare il proprio stato secondo il bisogno: se il muscolo è caldo diventa morbida, diversamente è rigida. “Quando qualcuno è in piedi e fermo la fascia è rigida per sostenere il ginocchio”, continua Rossiter, “quando la persona comincia a muoversi, i muscoli si scaldano e il materiale diventa morbido e flessibile per camminare facilmente”.

L’obiettivo dichiarato è quello di prolungare l’autonomia individuale per le persone più anziane, in considerazione di un’età media sempre più alta – una cosa vera tanto nel Regno Unito quanto in Italia. “Vogliamo mantenere la mobilità personale il più a lungo possibile”, commenta il ricercatore. Proprio per questo stanno aggiungendo al progetto alcuni dettagli specifici, come un pulsante che rilascia la cintura elastica e fa calare i pantaloni, facilitando così l’uso della toilette. O un sistema di cuscinetti ad aria autogonfiabili che aiuta ad alzarsi da una posizione seduta.

I Right Trousers, il cui nome è un tributo al film animato The Wrong Trousers (I pantaloni sbagliati) sono ancora in fase di sviluppo ma i primi prototipi dovrebbero presto essere pronti per la sperimentazione, con la speranza di avere un prodotto finito entro pochi anni. “Il nostro sogno”, aggiunge Rossiter, “è di rendere i nostri dispositivi ubiqui. In sei o sette anni potreste entrare in n negozio, scegliere e provare i pantaloni per poi portarli a casa. Saranno sicuri e vi aiuteranno a muovervi”.

Il progetto è stato sviluppato grazie ai finanziamenti dell’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC), che si occupa di assegnare fondi pubblici britannici nel campo dell’ingegneria e della Fisica. Finora lo sviluppo dei Right Trousers è costato 2 milioni di sterline (2,2 milioni di euro) e puntano a inserirsi in un mercato che, stando alle stime citate dallo stesso Rossiter, potrebbe arrivare a valere circa venti volte tanto.

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