“Ero spaventato a morte. Erano i momenti più difficili, i mesi più complicati della mia vita“. A parlare così è David Silva, centrocampista del Manchester City e della nazionale spagnola. Il giocatore ha raccontato al Sun del difficile periodo passato a causa della paura di perdere suo figlio. “Sono venuto in Spagna e ho parlato con i medici, hanno avuto risposte diverse, non sapevamo cosa sarebbe successo domani. Non puoi concentrarti al 100% sul tuo lavoro o professione quando hai un problema di questo tipo“. Guardiola, il suo allenatore, gli ha permesso di abbandonare la squadra per otto partite: era necessario stare accanto alla sua famiglia per affrontare insieme alcune complicazioni che sono sorte quando suo figlio Mateo aveva solo 25 settimane: “Quando torni nello spogliatoio e guardi il tuo cellulare, cominci a chiederti: “Cosa sta succedendo, sta migliorando?””. Oggi però David dice di essere migliorato per via di questa esperienza: “E’ cambiato molto il modo in cui penso alla vita. La mia priorità è cambiata, ma il mio modo di vedere il calcio non è cambiato. Matteo continua a migliorare e questo miglioramento per me è come un carburante“. A ricordare quanto passato un tatuaggio, “Never give up”: non mollare mai. Ora Silva è pronto ad affrontare la nuova stagione, “ma il primo pensiero – ha detto – è la famiglia”.

 

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