Dopo le rilevazione dell’Anac sulle criticità della gara vinta da Arcelor Mittal, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che alla Camera aveva parlato di un “pasticcio commesso dallo Stato”, torna a parlare di Ilva dalla Sicilia e critica il precedente governo, precisando che sta avviando “una procedura interna per le verifiche” relative al bando, perché c’è in ballo “il futuro di 14mila persone“.

“Il governo precedente ha avuto cinque anni per affrontare il tema dell’Ilva e l’ha lasciato in queste condizioni, con un bando pieno di criticità e con una scadenza in tempi brevi”, ha affermato Di Maio. Il riferimento è all’assegnazione dell’Ilva al gruppo guidato da ArcelorMittal, dopo il parere dell’Anac che ha stroncato l’assegnazione ai franco-indiani dell’azienda siderurgica in un documento di 8 pagine nelle quali vengono sintetizzate le “criticità” emerse dall’analisi dei documenti relativi alla gara.

“Qui dobbiamo decidere il futuro di 14mila persone con una condizione ambientale, a Taranto, che non è mutata, ma è peggiorata in tutti questi anni”, ha detto da Catania il vicepremier M5s. “Tutto quello che voleva fare il governo precedente – ha aggiunto Di Maio – poteva farlo, inclusi i confronti con i cittadini, mai avvenuti. Ora, prima di affidare quella azienda a un privato, devo garantire che tutto sia in regola. Già in questa ore – ha continuato il ministro – stiamo scrivendo all’Avvocatura dello Stato e stiamo avviando una procedura interna per le verifiche”. “L’obiettivo non è andare contro un’azienda né contro il governo precedente, ma è far in modo che tra tre anni non ci si ritrovi con gli operai sotto il Ministero”, ha concluso.

Intanto in un’intervista al Corriere della Sera, proprio il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha precisato che il governo non può annullare la gara che ha portato all’assegnazione dell’Ilva solo sulla base del parere dell’Anac, chiesto ufficialmente dal ministero dello Sviluppo Economico.