Torna a Parma, sabato 14 luglio, Onirica Remember. Un’operazione dichiaratamente amarcord, nel segno della musica del Circolo Onirica, un locale che nella città emiliana ha fatto epoca. L’Onirica di via Pasubio e la successiva incarnazione all’ex Salamini di Parma (quartiere industriale) non sono stati semplici punti di aggregazione, più facile ricordarli come spazi entro i quali le generazioni anni 60/70 della città ducale si sono formate. Un posto che rappresentò il luogo alternativo per antonomasia.

L’Onirica era per molti, visto l’eterogeneo successo, ma non per tutti: punk, rockabilly, metallari, skin, dark, mod, new waver, il cosiddetto “sottobosco” che trovò tra quelle mura un rifugio sicuro nel quale ritrovarsi. Le notti “in via Pasubio” furono il cuore pulsante di una generazione in movimento, in grado di scuotere il muro dell’indifferenza imperante. Parma, peraltro, è storicamente proiettata entro canoni musicali differenti, ergo “il rumore” generato dal vento del cambiamento, non passò inosservato.

Dublino e Belfast e più in generale la cultura irlandese, erano motori ispiratori di un progetto a più mani. Tra le altre cose, l’Onirica offriva infatti la possibilità di gustare la Guinness, la birra scura per eccellenza che arrivò in città per la prima volta grazie alla passione di Michele “Franzo” Franzoni (presidente della cooperativa Avalon e figura di riferimento). Stiamo parlando del 1990, una volta varcato quel portone, l’Irlanda e più in generale l’Europa, pareva essere più vicina. Ciò avveniva grazie all’atmosfera unica che permeava quelle pareti, coadiuvata dalla musica, in grado di proiettare i presenti all’interno di una dimensione distante da logiche provinciali. Entrare in quel posto poteva voler dire scoprire nuovi orizzonti e, una volta usciti di lì, la propria vita, non sarebbe più stata la stessa.

La musica, neanche a dirlo fu indiscussa protagonista; era l’unico posto in città dove potevi ascoltare e ballare a volume 2000 i Joy Division ma erano i concerti a fare la differenza, su quel palco la proposta fu realmente capace di anticipare le tendenze musicali degli anni a venire: Subsonica, Afterhours, Bandabardò, Verdena, Timoria, giusto per citarne alcuni (ma sono innumerevoli le formazioni che spiccarono il volo proprio da lì). Grande soddisfazione anche per live di assoluta caratura europea; si ricordano le oscure pulsioni di Hugo Race e Lydia Lunch, così come un’indimenticabile performance dei Sophia.

Ancor più facile ricordare un’intera generazione votata al clamore suscitato dal suono di una band (e non dai cellulari alzati al cielo e illuminati a giorno), pronta a riempire quel posto di martedì, mercoledì, oltre, naturalmente, al fine settimana; persone disposte a lasciarsi sorprendere dalla curiosità scaturita verso un gruppo sconosciuto (e non dai video postati in diretta su Facebook per ostentare chissà che cosa).

Vengono in mente i Verdena, capaci di impressionare un folto pubblico in sala; nessuno li conosceva, arrivavano dalla provincia di Bergamo e su quel palco fecero la malora. Oppure la Bandabardò, allora poco più che un complesso di provincia ma già fortissimo nel creare situazione per la gioia di persone esterrefatte, travolte dall’impeto di una compagine che negli anni a seguire “qualche” soddisfazione se l’è portata a casa.

Per non parlare dei Modena city ramblers, in quel periodo erano fortemente connessi all’Irlanda ed erano di casa, vista la presenza di Vania in seno alla band. Vania era uno dei motori ispiratori del progetto Onirica, lavorava al bar con Katia (altra presenza portante del luogo). All’Onirica c’era poi Aldo, carismatico e trascinante, era il direttore artistico ma anche il dj; certamente anche lui una figura cardine delle notti di quel posto.

L’Onirica, come inizialmente affermato, ha avuto “un paio d’incarnazioni”; e proprio all’ex Salamini si è completata la storia. Diverse le gestioni del locale, per ragioni di spazio non è possibile parlare di tutte (me ne scuso) ma è interessante forse scoprire che Il solito dj qualunque nacque come selectioner proprio all’Onirica. “Il Dalla”, gestore a quel tempo, mi prese a mettere dischi; nel contratto (il mio primo ufficiale) era previsto che oltre a suonare i dischi, alla fine della serata, avrei dovuto lavare i vetri del piano superiore del locale, proprio dove era situata la console. Non chiedetevi il perché, vi basti sapere che ancora oggi mi piace rammentarlo.

Per ricordarvi infine che sabato 14 luglio “in vena di remember”, ritornerà una serata (ritrovo presso App Colombofili, ingresso dalle ore 22) in memoria di quei tempi, in console troverete i due dj storici dell’Onirica, Aldo “Ape” Piazza e il sottoscritto. Saremo in tanti, altresì pronti a suscitare clamore, nel nome della musica dell’Onirica.

Vi lascio come di consueto nove canzoni a corredo del post. Una playlist finale che storicamente evidenzia le linee di questo blog. Immaginatele come tracce ideali per definire la poesia scaturita da un disco in vinile: quattro sul lato A e cinque sul lato B.

9 canzoni 9 … dell’Onirica