Arriva in questi giorni in città. A Torino. Non si tratta del circo, né di una banda rock. È il gruppo Bilderberg. Che si insedia nel capoluogo sabaudo per il suo ritrovo “stagionale”. Il gruppo Bilderberg è composto da una congrega di economisti, giornalisti, magnati apolidi della turbofinanza, banchieri senza coscienza infelice. Si tratta di un gruppo che non è stato eletto da nessuno e che decide le sorti di tutti: si radunano in segreto, in luoghi blindati e difesi dalla polizia.

Così sarà anche a Torino. Decidono le politiche economiche (come il Ttip, Transatlantic trade and investment partnership) e portano avanti il progetto di un nuovo ordine mondiale turbocapitalistico in cui l’economia sia integralmente incontrollata e regnino incontrastati i princìpi della competitività, del profitto e della distruzione del sociale.

Il Bilderberg è l’emblema della nuova classe dominante post-1989. Che è composta da una masnada di miliardari ultraliberali, petrolieri plutocratici, banchieri apolidi, finanzieri delocalizzati e signori indicussi dell’investment banking e dell’attività di lobbying, mobili e senza radici alla stregua degli hubs da cui si irradia globalmente il potere finanziario sconfinato. Tra costoro si possono ricordare Rockefeller, Rupert Murdoch, JP Morgan, Rothschild, la Open society foundation e il Soros fund management del banchiere filantropo George Soros, generoso promotore di molteplici rivoluzioni colorate neo-coloniali made in Usa sotto copertura ideologica umanitaria.

La Open society foundation, in particolare, figura come una rete di fondazioni “senza scopo di lucro” (in cui, cioè, Soros stesso può agevolmente investire parte dei suoi profitti sottraendoli al prelievo fiscale). Fu fondata nel 1976, con il dichiarato scopo di “favorire la transizione alla democrazia” dei paesi dell’ex patto di Varsavia, ossia per combattere il comunismo storico novecentesco come potenza frenante il dilagare del capitalismo a guida atlantista: dopo il 1989, il suo scopo resta coerentemente la lotta contro ogni forza reale e simbolica in grado di contrastare l’avanzata mondiale del capitale finanziario (Stati sovrani, eticità borghese e proletaria, religioni della trascendenza).
Il progetto del gruppo neo-oligarchico mondialista del Bilderberg sta nel mantenimento, nella difesa e nell’incremento del proprio interesse privato individuale e, dunque, nell’intensificazione dello sfruttamento e della pauperizzazione delle masse neo-schiavili e nell’estensione infinita dei princìpi della turbofinanza. Perché lo sfruttamento delle masse proletarie e borghesi confluite nella nuova plebe post-proletaria e post-borghese possa avvenire in forma compiuta, esso deve farsi planetario. Deve, cioè, superare ogni confine e trasformare il mondo intero in un immenso mercato deregolamentato.

Per questo, la desovranizzazione come momento fondamentale della spoliticizzazione di un’economia liberata dalla potenza eticizzante dello Stato procede congiuntamente con l’offensiva ai danni del mondo del lavoro e delle tutele delle classi più deboli: nel suo assetto assoluto, riconfermandosi essenzialmente post-proletario e post-borghese, il capitale mette in congedo, una volta di più, sia l’elemento borghese (eticità della famiglia, dei corpi intermedi e dello Stato), sia quello proletario (diritti sociali, conquiste del lavoro, conflittualità e coscienza di classe).

Come ebbe a rilevare il banchiere Paul Warburg, al cospetto del senato statunitense nel 1950: “avremo un governo mondiale, lo si voglia o no. La sola questione è sapere se sarà instaurato per adesione o per conquista”. Con prospettiva convergente, in un’intervista del 18 luglio del 1970, Edmond De Rotschild, asserì senza perifrasi che “il catenaccio da far saltare, attualmente, è la nazione” come spazio politico organizzato con centralità dell’eticità borghese e proletaria e con solida e solidale.
Che fare, dunque? Occorre saperlo, anzitutto. Occorre organizzarsi, in secondo luogo. Occorre combatterlo, in terzo luogo. “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza” (Antonio Gramsci).