Il nuovo governo spagnolo sarà il più rosa di sempre. Dopo il giuramento davanti a re Felipe VI, il neopremier e leader del Partito socialista Pedro Sanchez è pronto a presentare al monarca la lista dei ministri del suo esecutivo, formata dopo la mozione di censura e la sfiducia al primo ministro Mariano Rajoy. E secondo i quotidiani iberici, la composizione sarà sì sbilanciata, ma per una volta a favore delle donne: 11 contro 6, e nei ruoli più importanti. Una scelta a cui non era arrivato neanche l’ex premier Luis Zapatero, che aveva introdotto una divisione del governo a metà tra i due sessi. Nella squadra di Sanchez anche l’astronauta Pedro Duque, che sarà responsabile della Scienza e della Ricerca.

Nel “governo femminista” dei socialisti, il ruolo di vice premier spetta a Carmen Calvo, già ministra della Cultura con Zapatero e che ora si occuperà di Uguaglianza. Saranno rosa anche i ministeri del Lavoro, che va all’esperta di pensioni Magdalena Valerio, e dell’Economia, assegnato alla tecnica Nadia Calviño, fino ad oggi direttore generale della Commissione europea per il Bilancio e considerata una figura in grado di tranquillizzare Bruxelles. Agli esteri ci sarà il 70enne Josep Borrell, esponente unionista del partito socialista catalano che si è duramente opposto al progetto politico dell’indipendenza. Una nomina che ha suscitato le critiche del nuovo governo di Barcellona: “Non è una cattiva notizia, per noi è una pessima notizia”, ha detto davanti al Parlament il presidente Quim Torra.

Intanto, dopo la rinuncia alla presidenza del Partito popolare, l’ex premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato nel corso di un’intervista radiofonica che intende lasciare per sempre la politica: “Ho avuto una vita politica di enorme intensità. È mia intenzione abbandonare la politica in maniera definitiva. Ci sono altre cose da fare nella vita”, ha spiegato il 63enne politico conservatore, destituito venerdì scorso con la mozione di sfiducia introdotta da Sanchez.

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