Dopo la gran confusione delle trattative sul nuovo governo, sembra che siamo arrivati finalmente al momento di fare qualcosa di buono e di concreto. Cominciano subito bene Luigi di Maio come ministro del lavoro e Gianni Girotto, portavoce in Senato per il Movimento 5 stelle e coordinatore del settore energia, con la promozione dei veicoli elettrici in Italia.

Per qualche ragione, in Italia siamo sempre indietro un po’ in tutto e i veicoli elettrici non fanno eccezione. Secondo i dati disponibili, in Italia si sono venduti meno di duemila veicoli elettrici nel 2017, contro – per esempio – oltre 20mila in Francia. E non parliamo dell’Olanda dove, pur con meno di un terzo della popolazione italiana, si sono venduti cinque volte di più veicoli elettrici. Non è un caso che, se andate ad Amsterdam, sembra quasi impossibile trovare un taxi che non sia elettrico – non mi sembra che a Roma la situazione sia la stessa (fino a non molto tempo fa, ce n’erano soltanto due!!)

E’ difficile dire come mai in Italia arriviamo così in ritardo. Sarà forse la nostalgia per i vecchi motori rombanti, o forse semplicemente l’inerzia burocratica che ci caratterizza. Comunque sia, è tempo per una bella spinta in avanti. I veicoli elettrici sono il futuro: non emettono inquinanti di nessun tipo: né aromatici, né monossido di carbonio, metalli pesanti, nanoparticelle da combustione, niente di questa robaccia. Per le nostre città inquinate, sono un toccasana. Non solo, ma sono molto più efficienti dei veicoli tradizionali. Un motore a scoppio può avere un’efficienza del 20%-30%, uno elettrico arriva al 90%. Inoltre, le batterie dei veicoli elettrici si possono utilizzare in modo tale da fare da “immagazzinamento” per l’energia elettrica prodotta in eccesso dalle fonti rinnovabili come il fotovoltaico. E’ un punto fondamentale che è stato ben recepito nella proposta che sta facendo il governo.

Insomma, dopo che persino Marchionne si è convertito alla trazione elettrica (ed è tutto dire!) sembra che la rivoluzione nel trasporto sia inevitabile. E’ tempo di dire addio ai vecchi mostri rombanti e puzzolenti. Ma per arrivarci ci vuole un governo che non sia legato mani e piedi ai combustibili fossili, come lo erano quelli precedenti. Quindi, il nuovo governo comincia bene e speriamo di poter dire che è già a metà dell’opera.

Aggiornato da redazione web alle 14.15