Alessandro Greco non sgomita, né sbatte i pugni sul tavolo. Il “suo” Zero e Lode, nonostante gli ottimi ascolti conquistati sul campo, non è previsto nel palinsesto della prossima stagione televisiva di RaiUno (in quello stesso slot, alle 14, arriverà un contenitore condotto da Caterina Balivo), ma lui non fa polemica. Certo, un po’ di dispiacere c’è: sarebbe anormale di fronte al caloroso affetto da parte del pubblico, che ha anche fatto partire una petizione per chiedere alla direzione di rete uno spazio per il quiz. “Di solito quando finisce qualcosa si rimane con l’amaro in bocca, invece io ho la bocca dolcissima. Abbiamo concluso questo esperimento con risultati importanti e un’ondata incredibile d’affetto. Dicono che è già venuto a mancare quell’effetto di comitiva che si era creato in questi mesi. Come se la compagnia che frequenti abitualmente si scioglie all’improvviso e ti lascia un vuoto”, racconta il conduttore a ilfattoquotidiano.it.

Che annata è stata?
“Direi soddisfacente. Usando una metafora bucolica, è come se a settembre 2017 mi avessero consegnato una piantina e io a maggio 2018 abbia riconsegnato un alberello. Passare dall’8% di share al 12/13% in una fascia oraria ostica credo sia degno di nota. Provo una grande gratitudine nei confronti di chi mi ha dato fiducia, dal direttore generale Mario Orfeo, all’allora direttore di rete Andrea Fabiano, a Endemol. Sono grato anche nei confronti del pubblico. Tant’è vero che sul finire dell’ultima puntata ho ringraziato proprio loro”.

Hanno scritto che era una “furia”.
“Affatto, non è così. Ho semplicemente detto che il pubblico ci ha dato la lode, ma ho solo voluto giocare con il titolo del programma. Non era assolutamente uno sfogo contro la Rai, anzi”.

Il programma doveva chiudere a marzo, la vostra è stata una conquista sul campo?
“L’accordo iniziale prevedeva una fine registrazioni a febbraio con messa in onda a marzo. Dicevano che non avremmo neanche mangiato il panettone, invece i vertici di RaiUno ci hanno dato feedback positivi e ci hanno prolungato fino a fine stagione. Mi fa piacere che il pubblico abbia questa reazione di fronte alla notizie della mancata riconferma per la prossima stagione, ma non era prevista dagli accordi e non era stato scritto da nessuna parte. Insomma, mica l’aveva prescritta il medico (ride, ndr)”.

Crede che per lei sia stata una rinascita? Non perché fosse morto, ma perché la vedevamo molto meno rispetto a un tempo.
“Avevo di nuovo bisogno della continuità. Affinché si possa creare un rapporto di fidelizzazione, di amicizia e di affetto con il pubblico è necessaria la costanza: più ci sei, più le persone hanno la possibilità di volerti bene. Non appena ho riavuto un’utilizzazione prolungata e non più a macchia di leopardo il pubblico mi ha regalato un seguito importante”.

C’è la speranza di rivedere Zero e Lode in un’altra fascia oraria?
“Qualora la Rai dovesse mandarmi dei segnali sul fronte Zero e Lode, o anche su altri progetti, io sarò ben contento di scattare ai blocchi di partenza. Sa perché? Perché ritengo di non aver mai tradito il pubblico e di conseguenza loro non mi hanno mai abbandonato. Nonostante il nostro rapporto sia stato condizionato, mio malgrado, da una poca utilizzazione negli anni passati loro mi hanno sempre dimostrato affetto. E me lo stanno dimostrando anche stavolta”.