La commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana indagherà sul caso legato ad Antonello Montante. Lungo l’elenco di politici, dirigenti dell’amministrazione regionale e giornalisti che saranno ascoltati dall’organo parlamentare, guidato da Claudio Fava.  “Non ci sovrapporremo all’inchiesta giudiziaria che si concentra sull’esistenza di fattispecie penali. Noi intendiamo indagare sulle distorsioni dei processi politici e di spesa, per noi è urgente e indifferibile. Pensiamo che questo sistema di un governo parallelo abbia ancora i suoi addentellati all’interno dell’amministrazione regionale”, ha detto Fava, presentando a Palazzo dei Normanni il calendario di audizioni in commissione dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto l’ex presidente di Confindustria Sicilia, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Prima dell’estate verranno ascoltate una trentina di persone, due al giorno (“il martedì e il mercoledì e se necessario anche il giovedì”, ha puntualizzato Fava) con la consulenza gratuita del magistrato, Gioacchino Natoli, oggi in pensione. L’obiettivo – ha detto Fava – è arrivare “alla fine dell’anno a una relazione da mettere a disposizione dell’Ars”. “Ascolteremo interni ed esterni all’Ars, con funzione politiche, di direzione amministrativa e burocratica e diversi giornalisti”, ha spiegato il presidente della commissione. Tra le persone audite, anche una dozzina di giornalisti. Si tratta dei cronisti che compaiono nella informativa che la polizia giudiziaria ha consegnato alla Dda di Caltanissetta e acquisita dalla commissione, mentre altri risultano tra coloro che venivano osteggiati dal “sistema” dell’ex presidente di Confindustria. L’Antimafia, infatti, intende capire l’eventuale ruolo che abbiano avuto per agevolare il sistema e gli eventuali benefici che abbiano ricevuto.

“Il sistema ha tollerato che Montante restasse alla guida della Camera di commercio di Caltanissetta in un regime di prorogatio che si era concesso da solo alla scadenza del suo mandato. Nonostante l’indagine a suo carico e l’arresto dei giorni scorsi si è dovuto attenere che si dimettesse un numero congruo di consiglieri della Camera di commercio perché si procedesse a un commissariamento: questo mi sembra abbastanza inquietante, la considero una sconfitta della politica”, ha detto sempre Fava. Montante, infatti, è decaduto ieri dalla carica di presidente della Camera di commercio di Caltanissetta dopo le dimissioni formalizzate da cinque componenti del Consiglio camerale, con il conseguente scioglimento dell’organismo.