Nonostante lo avessero già condannato in primo grado per episodi simili risalenti al 2009, Riccardo Stefanini, funzionario della Protezione civile del Comune di Livorno, aveva continuato imperterrito. In almeno 47 occasioni. “Sistematicamente”, secondo le indagini, usava l’auto di servizio per spostamenti privati. “Si appropriava” per “consumo personale” di beni e materiali ottenuti per “esigenze di solidarietà” della Protezione civile e usava per “scopi personali anche la carta carburante del Comune”.

L’ultima volta, poco prima dell’operazione che lo ha portato agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico: durante un viaggio di ritorno da Firenze, dicono gli inquirenti, aveva versato “gasolio in una propria tanica che, come spesso ha fatto durante le indagini, anche ieri ha portato a casa per il successivo rifornimento dei propri veicoli personali a spese del Comune”.

Sono stati gli uomini della squadra mobile ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Livorno dopo dieci mesi di indagini coordinate dal procuratore Ettore Squillace Greco, partite pochi giorni prima dell’alluvione. Il reato contestato dalla procura è quello di peculato continuato, aggravato dalla recidiva specifica. In procura era arrivata una segnalazione riguardante presunti comportamenti anomali di Stefanini nell’esercizio della sua attività.

Gli investigatori hanno ascoltato molte persone informate sui fatti e intercettato a lungo l’indagato facendo emergere, secondo l’accusa, che utilizzasse “sistematicamente l’auto di servizio per scopi privati, appropriandosi per consumo personale di beni e materiali ottenuti, a seguito di bandi pubblici, per esigenze di solidarietà della Protezione civile e usando per scopi personali anche la carta carburante del Comune”.

“Le accuse mosse nei confronti di Stefanini sono molto pesanti e se dovessero essere confermate saremmo davanti a comportamenti inqualificabili. Nel frattempo il funzionario della Protezione civile comunale è stato momentaneamente sospeso dall’incarico”, ha spiegato il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. “Qualche mese fa – ha aggiunto il sindaco – ho ricevuto alcune segnalazioni a proposito di comportamenti tutt’altro che trasparenti all’interno della Protezione civile comunale. Ho immediatamente trasmesso queste segnalazioni alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria che ha dato il via alle indagini”.

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