Che sia benedetta la foglia di fico! A me la nudità inquieta. La natura non mi ha mai convinto, la trovo innaturale, e che non vi sembri un paradosso! Vi sembra un paradosso? Ok, avete ragione, effettivamente è un paradosso. Amo i paradossi. Ci sguazzo nei paradossi, trovo che i paradossi siano paradossali. Ed è paradossale trovare paradossale un paradosso! Mi spiego, anzi: mi dispiego. La natura umana è paradossale, per natura l’uomo è contro natura, quindi un paradosso è naturale, non è paradossale, ed è questo il paradosso! Oddio, non ci sto capendo più niente!

Ma se c’è una cosa che non sopporto è tutta la retorica naturista sul benessere psicofisico, sui cibi genuini, sulla vita sana! La grande panzana, la panzana delle panzane: la nudità ti permette di arrivare a una accettazione di te stesso! Vedermi nudo allo specchio è una delle esperienze più atroci che mi sia mai capitata, e se avete un minimo di senso estetico dovrebbe essere atroce anche per molti di voi. Che cos’è tutta questa volontà di accettarsi? Io non mi accetto! E sono felice di questo, accettarmi sarebbe una sconfitta, quindi diete su diete che puntualmente abbandono alla vista del primo pasticcino. Che siano benedetti anche i pasticcini, tra l’altro pare che non si trovino in natura degli alberi di bignè. La natura non concepisce il bignè, basterebbe questo a screditarla per sempre agli occhi di un uomo mentalmente sano.

Il mio rifiuto della nudità non mi crea alcun tipo di problema, nemmeno a livello sessuale, pratico la “nudità funzionale”, tiro giù la cerniera e faccio l’amore con i pantaloni, la camicia, le scarpe e i calzini ovviamente. Vi sembrerà strano: non mi piacciono nemmeno le donne nude, le trovo crude e banali, per non parlare degli uomini, mi sembrano dei sedani da pinzimonio, una tristezza infinita.

La nudità del bambino e la nudità dei folli, queste sono le due uniche forme di nudità che accetto, che capisco. La nudità tribale invece non è nemmeno una vera e propria nudità, basta un tatuaggio, un segno, una lancia, e la nudità cessa di essere tale, diventa cultura.

Amo anche la nudità dei poeti, ma quella è la nudità dell’anima, l’unica e vera nudità. C’è anche la nudità dei santi, ma è passeggera, ci si spoglia simbolicamente dei vestiti mondani per accedere a una dimensione spirituale. Ma io amo la sartoria, non c’è niente da fare. Vivo sull’orlo del precipizio, ed è la mia intima sartoria abissale. L’erotismo si nutre di pizzo, e badate bene: non si tratta di estorsione mafiosa. Questi nudisti con il pallino del naturismo privano il mondo relazionale della sua dimensione erotica, non si può più nemmeno nascondere un’erezione! Pare che ci sia anche un “galateo dell’erezione” fra di loro, se dovesse capitare un naturale indurimento dell’organo sessuale maschile! Questo è un paradosso, o no?

Mentre l’erotismo è fatto di nascondigli da scoprire poco a poco, con grazia e seduzione. Per me il nudismo è macelleria in movimento, nessuna eleganza, nessuna poesia. Mi vengono i brividi d’orrore quando penso alle spiagge per nudisti, tutti quei corpi ciondolanti, con tutta quella nudità appiccicosa! Ma volete mettere un bel bikini? Un meraviglioso tanga? Uno slip rigonfiato? Basta così poco per non essere nudi! Terribilmente nudi. Atrocemente nudi! La prova costume è uno stress, ne convengo, ma la prova nudità ha qualcosa dell’obitorio, anche sotto un sole cocente, c’è un senso di morte insopportabile.

A proposito di morte, ma voi sapete che cosa succede quando muore un nudista? Vengono messi nella bara nudi? Non lo so. Qualcuno lo sa? Ci sono cimiteri per nudisti? E questa fola della vita sana, la vita è una malattia, lo sanno tutti, anche quelli sani.

Ecco, dopo questo sfogo posso spezzare una lancia, forse due, a favore del nudismo. Il nudismo era osteggiato dai nazisti, e solo per questo merita il mio rispetto più profondo, anche se dopo quello che ho scritto è un rispetto paradossale. E poi avrei una proposta per la nostra amata Repubblica, metterei l’obbligo per tutti i parlamentari di deliberare in perfetta o imperfetta nudità, si capirebbero molte cose, e finalmente quel sentimento così forte e istruttivo che è la vergogna si insinuerebbe nel mondo politico, in quel caso la nudità sarebbe una forma di verità, a volte immagino di applicare la nudità anche al clero, immaginiamoci i cardinali nudi o il papa, si avvicinerebbero a Cristo, Wojtyla in un certo senso si è denudato mostrando la sua malattia, Wojtyla è stato il più grande nudista della storia della Chiesa.

Finisco con un sentimento di gratitudine verso Adamo ed Eva, grazie di cuore, senza di voi l’umanità non avrebbe inventato la sartoria e non ci sarebbero stati gli intimi femminili, privare il mondo delle mutandine, esiste un crimine più paradossale di questo? Un’umanità edenica, nuda e felice, senza vergogna, senza perversioni, c’è nulla di più osceno?