Si intitola Whitney e racconta la storia della meravigliosa cantante scomparsa. Una vita, quella della Houston, che è stata segnata anche da particolari tremendi, come l’abuso subito dalla cugina Dee Dee Warwick, sorella di Dionne. Una vita raccontata dal regista Kevin McDonald, che ieri a Cannes fuori concorso ha presentato il suo documentario, Whitney: due ore che ripercorrono la vita della popstar da 200 milioni di dischi, la popstar che ha regalato al mondo il singolo più venduto di sempre, I will always love you. Per il documentario sono stati intervistati molti parenti e amici della cantante, morta a 48 anni nel 2012 dopo essere annegato in una vasca da bagno. E’ il fratellastro della Houston, l’ex giocatore di basket NBA Gary Garland, a sostenere che sia lui che Whitney siano stati abusati sessualmente da Dee-Dee quando avevano tra i sette e i nove anni. Un’affermazione che trova conferma nelle parole dell’assistente della Houston, Mary Jones (spesso chiamata ‘zia Mary’), la quale dice di aver raccolto la confidenza di Whitney che affermava di essere stata “molestata in giovane età” da una donna.