Il­ 27 maggio del 1993 Firenze viene colpita al cuore. Una bomba della mafia uccide cinque persone e devasta centinaia di opere d’arte. Per 24 anni un dipinto del ‘600 rimane nei depositi degli Uffizi. ‘I giocatori di carte‘ di Bartolomeo Manfredi è considerato perduto per sempre. Fino a quando la restauratrice fiorentina Daniela Lippi non decide di prendersene cura.

Sulla tela lacerata rimangono i profili incompleti di sei personaggi. Oltre 500 sono i frammenti da ricollocare. Attorno a questo puzzle si dipinge un affresco di storie accomunate dallo stesso impegno civile: il pompiere intervenuto poche ore dopo l’esplosione a filmare i danni della devastazione; i custodi che hanno raccolto in lacrime i frammenti; il compagno di studi di una delle vittime che ha aiutato Daniela nella ricostruzione digitale; l’ex direttrice degli Uffizi che dopo la bomba riaprì in tempo record – 23 giorni – il museo. E l’attuale direttore, Eike Schmidt, che il 26 maggio, 25 anni dopo l’attentato, riporterà l’opera dove si trovava.

Dopo l’attentato Firenze si è stretta attorno al suo bene più prezioso, il patrimonio artistico-culturale tutelato dall’Unesco. Il restauro è stato finanziato con una raccolta fondi promossa dalle Gallerie degli Uffizi, dal Corriere Fiorentino e da Banca Del Vecchio-Ubi Banca.

Tutto questo verrà raccontato ne ‘La cura’, un documentario indipendente (disponibile on-line al link di crowdfunding) del giornalista e documentarista Luca Galassi, “L’obiettivo – spiega Galassi –  è narrare, attraverso la sfida tecnica di ricomposizione del dipinto, la forza morale, il coraggio e il desiderio di rinascita di una comunità intera dalle macerie dell’attentato. La finalità del mio lavoro è di preservare e documentare la memoria di quegli eventi e trasmettere alle future generazioni il potente messaggio di speranza, riscatto e dignità che quegli stessi eventi hanno innescato”.

Il documentario sarà disponibile on-line al link di crowdfunding

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