Disoccupato, ma con migliaia di euro in tasca e appartamenti di lusso a disposizione nel cuore della Capitale. Con armadi pieni di vestiti griffati e costosi e mobili di pregio. Nonostante sia agli arresti domiciliari, nella sua lussuosa casa di Campo de’ Fiori, a Roma, non si fa mancare davvero nulla Luigi Fiorillo, l’ex amministratore unico delle Ferrovie Sud-Est, che ha portato la società dei trasporti pugliese al crac da 230 milioni di euro . Quando la Guardia di Finanza gli ha notificato l’arresto il 1 febbraio scorso, gli ha trovato il tasca 3.700 euro in contanti. E se oggi lui si dichiara disoccupato, tanto che nel 2016 il reddito di tutta la famiglia, ossia di Fiorillo, della compagna e del figlio, ammontava a 16.607 euro ed era interamente riconducibile all’attività della donna, proprietaria di un’agenzia di viaggi, è anche vero che, secondo gli investigatori, c’è una sproporzione enorme tra queste cifre e il tenore di vita condotto dall’ex numero uno di Ferrovie Sud-Est che nel 2009 spese 2600 euro per una bottiglia di vino acquistata in un’enoteca di Roma. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, a luglio 2016, Fiorillo ha traslocato in una casa di proprietà di un ente riconducibile al Vaticano che costa 57mila euro all’anno più le spese condominiali. Un conto pagato dall’agenzia di viaggi della compagna.

LA CHIUSURA DELLE INDAGINI – Particolari sul tenore di vita del manager che continuano a venire fuori a due settimane dalla chiusura delle indagini sul crac da parte della Procura di Bari che indaga su 28 persone, fra cui anche l’ex commissario governativo Fiorillo. La stessa inchiesta nell’ambito della quale il 1 febbraio scorso furono eseguiti dalla Guardia di Finanza 11 arresti e sequestri per circa 90 milioni di euro. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, di dissipazione e distrazione di fondi. Tutto avvenuto tra il 2001 e il 2015, fino a quando la società è stata commissariata. Poi, un anno fa, Ferrovie Sud-Est è stata acquistata da Ferrovie dello Stato e, in seguito, i creditori hanno votato a favore del concordato preventivo salvando l’azienda dal fallimento. Il prossimo 6 giugno l’udienza di omologazione.

IL LUSSO DOPO LA BANCAROTTA – Cosa fa, nel frattempo, Fiorillo? La risposta è anche la causa del rigetto, sempre a febbraio, da parte del Tribunale del Riesame di Bari del ricorso contro l’arresto presentato dall’ex amministratore. Durante l’operazione di febbraio sono state trovate le ricevute del pagamento dell’affitto della nuova casa. Solo per il trasporto e la ristrutturazione della casa, Fiorillo ha speso 17.400 euro, ossia più del reddito familiare dichiarato. A cui si aggiungono altre spese, come quelle per la retta da 3.300 euro per la scuola privata del figlio, che lo scorso anno si è poi iscritto alla Sapienza di Roma. Sempre nel 2016 Fiorillo disponeva dell’appartamento dove vive attualmente, di altri due in via del Seminario, a due passi dalla Camera dei Deputati e di un’ultima abitazione all’angolo tra via del Babuino e piazza di Spagna, probabilmente messo a disposizione dall’avvocato Angelo Schiano, l’avvocato che per attività di assistenza e consulenza legale ha ricevuto dall’azienda pugliese 27 milioni di euro. Parte dei fondi dissipati, secondo gli inquirenti che ora fanno i conti con le spese per mantenere la disponibilità di questi appartamenti nella Capitale. Tutti presi in affitto con contratti stipulati dalla compagna di Fiorillo per complessivi 120mila euro l’anno. Ci può stare se si pensa che, sempre nel 2016, nel corso di un’altra perquisizione addosso al manager furono trovati 30mila euro. Un tenore di vita fotografato anche durante l’operazione dei finanzieri nella casa dove il 1 febbraio scorso Fiorillo è stato arrestato.

IL SOSPETTO SULLA RETE DI RAPPORTI E PRESTANOMI – Come è possibile, considerando che è da circa due anni che il manager non può più mettere le mani sui circa 10 milioni di euro sequestrati dalla magistratura? A scriverlo sono i giudici del Riesame, convinti che l’ex amministratore unico di Ferrovie Sud-Est “in forma anche occulta, continui a espletare attività economiche nell’ambito delle quali può ben reiterare condotte che offendono lo stesso bene giuridico di quello in esame”. Da qui la decisione di farlo rimanere agli arresti, data la sua personalità “deviante” e le sue “condotte illecite seriali”. Il sospetto, secondo i giudici, è che lui possa contare su “una fitta rete di rapporti, di collegamenti e di compiacenti prestanome in grado di agire nel suo interesse”.